Torna il derby e torna Lulic che sogna di fare il “bis”…

Torna il derby e torna Lulic che sogna di fare il “bis”…

ROMA – Arriva il derby ed è inevitabile pensare a lui. A quel gol che resterà scolpito nella storia, a quel numero magico 71 che è ormai diventato un marchio di fabbrica. Arriva il derby ed è inevitabile girarsi indietro e lasciar cadere gli occhi su Senad Lulic. L’eroe del…

ROMA – Arriva il derby ed è inevitabile pensare a lui. A quel gol che resterà scolpito nella storia, a quel numero magico 71 che è ormai diventato un marchio di fabbrica. Arriva il derby ed è inevitabile girarsi indietro e lasciar cadere gli occhi su Senad Lulic. L’eroe del 26 maggio, l’autore del gol più importante della storia recente della Lazio. Quella rete realizzata al minuto 71 di un derby diverso da tutti gli altri.

Lulic 71 – E’ diventato un marchio di fabbrica. E anche una linea di abbigliamento, che il giocatore bosniaco ha presentato nelle settimane scorse. Aveva anche pensato, la scorsa estate, di far diventare quel 71 il suo numero di maglia, come gli chiedevano i tifosi, poi però Lulic ha preferito tenersi il suo numero storico, il 19. «Con il quale precisò ho realizzato quel gol indimenticabile». Un gol che lo ha proiettato nella galleria degli eroi laziali di tutti i tempi. La scorsa estate, nel ritiro di Auronzo di Cadore, era piacevolmente costretto a fare gli straordinari dopo gli allenamenti per firmare autografi e posare per fotoricordo. Tutti volevano avere una «testimonianza » da parte di colui che aveva reso possibile il sogno più grande. E lui, Lulic, si è sempre prestato volentieri. Calandosi in una dimensione quella di personaggio che non gli è propriamente naturale, lui così schivo di carattere. All’inizio ha fatto un po’ fatica, a dire il vero. Ma poi ci ha preso gusto, tanto da accettare la proposta arrivatagli da più parti di rendere quel «Lulic 71» una linea di abbigliamento. E per presentarla ha scelto una data assolutamente non casuale, il 9 gennaio, giorno del compleanno della Lazio.

 

Sulla strada giusta – Alla sua nuova dimensione di personaggio, alla promozione ad eroe laziale di prima grandezza, ha però fatto da contraltare un rendimento che fino a poche settimane fa non è stato lo stesso delle precedenti stagioni laziali. Il 26 maggio non c’entra niente, però. Lulic ha reso al di sotto delle aspettative come tutta la Lazio. Come gli altri anche lui è rimasto prigioniero delle contraddizioni tecnicotattiche dell’ultima Lazio di Petkovic. Con l’arrivo di Reja è invece rinato, grazie anche al passaggio ad un modulo, il 3421, che sembra fatto apposta per esaltare le sue caratteristiche. Può infatti giostrare da esterno di centrocampo, né troppo basso né troppo alto, proprio come piace a lui. Sta crescendo di partita in partita e il derby arriva al momento giusto. Ora sognare un altro gol indimenticabile non è impossibile. (Gazzetta dello Sport)

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