TRIENNALE – Con Pioli fino al 2018: ci siamo!

TRIENNALE – Con Pioli fino al 2018: ci siamo!

ROMA – Non era in scadenza, il rinnovo scattava in modo automatico con l’ingresso in Europa League, come stipulato nel giugno 2014, quando accettò la proposta di Lotito e del ds Tare per assumere la guida tecnica della Lazio. Stefano Pioli disse no al biennale, perché si voleva mettere alla…

ROMA – Non era in scadenza, il rinnovo scattava in modo automatico con l’ingresso in Europa League, come stipulato nel giugno 2014, quando accettò la proposta di Lotito e del ds Tare per assumere la guida tecnica della Lazio. Stefano Pioli disse no al biennale, perché si voleva mettere alla prova e in discussione almeno per dodici mesi. Oggi è in una condizione diversa, ha conquistato il mondo, non solo il terzo posto e la qualificazione ai play off Champions. Gli applausi dei tifosi: lo hanno paragonato a Maestrelli e lo considerano un punto di riferimento, un vero laziale. Il ringraziamento della società, ancora più convinta della scelta compiuta un anno fa, quando gli affidò una missione precisa: riportare la squadra in Europa, introdurre una mentalità offensiva, giocare un calcio divertente e sbarazzino per ripopolare l’Olimpico e riconquistare la gente che si era allontanata.

Passione. Ecco il vero scudetto di Pioli. Si è tuffato con coraggio nell’avventura, ha raccolto la sfida e l’ha vinta, superando le aspettative e lo scetticismo con cui era stato accolto. Gli altri allenatori contattati, prima Donadoni e Allegri, non avevano manifestato lo stesso entusiasmo, non volevano rischiare in termini di soldi e di impresa sportiva dopo l’addio di Reja: era stato illustrato il piano ambizioso e di rilancio del club, sotto forma di acquisti, ma bisognava sudare, soffrire, rischiare. Pioli, invece, dimostrava la fame e la stessa determinazione che poi avrebbe trasmesso ai suoi giocatori. Oggi è il fulcro del progetto della Lazio. Ha avviato un ciclo, si sente all’inizio del percorso di crescita, diventerà la guida di un gruppo destinato a scalare i vertici nazionali, e si spera in Europa, perché l’età media è bassa e le prospettive radiose. Un allenatore in piena sintonia con la società, contento di ritrovarsi a Formello, mai disposto a inviare i messaggi attraverso la stampa come capita nel mondo del calcio. Un uomo in linea con i principi cari a Lotito anche per il modo di porsi all’esterno. La notizia. Tecnico e presidente si sono confrontati nei giorni scorsi, prima che si concludesse il campionato. Hanno parlato nella notte della festa, si rivedranno presto, nelle prossime ore, se non lo hanno già fatto ieri notte, per formalizzare il prolungamento del contratto. Proseguiranno insieme l’avventura, non esistevano dubbi e perplessità, ma la natura del nuovo accordo testimonia una fiducia totale e reciproca, ha un significato diverso, più profondo, rispetto al prolungamento automatico. Equivale a un progetto a lungo termine, un ciclo rivolto verso il futuro. L’ingresso in Europa League prevedeva il rinnovo annuale, l’eventuale qualificazione alla Champions avrebbe comportato un estensione biennale del contratto, ovvero sino al 2017. La Lazio, invece, ha proposto e un nuovo accordo triennale a Pioli. Il tecnico ha già detto sì, manca soltanto la firma: si legherà alla società biancoceleste sino al 2018.

L’Incontro. La ratifica è attesa a breve, forse già in queste ore, al massimo entro giovedì o venerdì, prima che il tecnico emiliano lasci Roma e parta per le vacanze. Ovviamente, con le firme sui contratti, arriverà l’annuncio della Lazio. Questi giorni serviranno a Pioli e al ds Tare per mettere a punto il precampionato, per esaminare e approfondire i temi caldi dei rinnovi, programmando e stabilendo le strategie del mercato. Le idee sono chiare, i discorsi erano già stati abbozzati, verranno approfonditi. Il terzo posto e l’impresa di Napoli hanno aggiunto il risultato, il punto finale su una stagione indimenticabile. L’interrogativo relativo alla Champions resta, perché per entrare nella fase a gironi bisognerà vincere due partite ad agosto, ma la qualificazione ai play off garantisce un introito sicuro di 12,4 milioni di euro. Buone notizie per il bilancio, la possibilità di moltiplicare per tre l’assegno entrando nei gironi, la prospettiva dell’Europa League in caso di eliminazione. Lotito ha già fatto bene i conti e nella notte di Formello aveva un sorriso largo così. Prestigio, un risultato straordinario, una nuova dimensione da dare alla società. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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