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Un 2017 da Capociro: Immobile inizia lo sprint per i 20 gol

Un 2017 da Capociro: Immobile inizia lo sprint per i 20 gol

Ha raggiunto domenica la doppia cifra, adesso punta a conquistare il bonus

di redazionecittaceleste

ROMA – Un 2017 da Capociro. Anno nuovo, vecchio bomber. Si sblocca, Immobile, quasi al novantesimo dopo 7 giornate di tremenda astinenza: “Mi ci voleva”, ammette. Festa gli chiude ogni angolo: “Gli ho fatto i complimenti per le parate. Su un missile ha visto la palla all’ultimo e anche nel primo tempo era volato sul mio tiro a incrociare. La porta sembrava stregata, con un altro portiere avremmo chiuso prima il match”. Invece la Lazio soffre, ma poi sorride con l’uomo più atteso: “Sono felice perché sentivo più di altre volte la responsabilità su di me. Non mi pensava tanto il digiuno, sono maturato in questo senso. Altre volte i miei compagni hanno fatto a meno di me, ma stavolta il mister sullo 0-0 ci ha detto che dovevamo vincere a tutti i costi e dovevo fare qualcosa io per non perdere terreno sulle inseguitrici che avevano vinto”. Così la Lazio resta in scia Champions: “Questa vittoria è bella e serve. Pesa tantissimo per la classifica. Eravamo tornati carichi dalle feste, mancava soltanto la rete”. Non molla mai, Ciro, così l’acciuffa quasi allo scadere e agguanta pure la doppia cifra. Decima rete al gong d’andata. Se farà il bis alla fine del girone di ritorno saranno venti centri e pioveranno 2 milioni oltre lo stipendio (2) per un totale di 4: “Sì è vero, come a Dortmund – ha svelato l’agente Sommella – e ora non si fermerà più”. 

RIGORI – Sprint se Immobile dovesse essere promosso da vice a primo rigorista, dopo il penalty stampato sulla traversa da Biglia domenica scorsa: “Lucas li calcia sempre bene, dalla prossima partita vedremo. Sperando che ci diano il rigore…”. Con l’Atalanta servirebbe come il pane, come all’andata. Contro la Fiorentina il capitano gli aveva servito il pallone su un piatto d’argento: “In realtà lui in allenamento mi dice sempre di calciare per salire nella classifica cannonieri. Io gli rispondo: ‘Se non te la senti, lo tiro io, del resto non m’importa’”. Non ha bisogno di escamotage per salire ad alta quota, Ciro se li prende da solo i gol e i voti: “Purtroppo un attaccante viene giudicato sempre e solo in base al tabellino, ma io cerco di prendere sette in pagella anche quando non segno. Nonostante, buttarla dentro, sia sempre stato il mio punto di forza. La Lazio ha 37 punti non solo perché io faccio centro. Io mi guardo intorno e vedo tutto il lavoro fatto da luglio”. L’autostima conquistata da questo gruppo: “E’ fondamentale. Non sempre si riesce in quello che si vuole fare, ma guai a scoraggiarsi. Io ad esempio mi ero demoralizzato sul tiro al volo, ma poi mi sono fatto forza grazie all’aiuto di tutti. Anche Tare e Peruzzi mi spronano a sfruttare tutte le occasioni. Ne ho avute due-tre a partita nelle ultime gare, alcune volte sono stato sfortunato, altre poco lucido”. Normale con 1677’ sulle gambe, più di qualunque altro biancoceleste ( Parolo 1599’). Eppure, sveglia al Crotone, è Festa biancoceleste. Adesso c’è la Dea Bendata, ma Immobile tanto non guarda in faccia nessuno. 

Cittaceleste.it

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