Verona-Lazio: si ritrova la coppia “Toni-Klose”, nemici per un giorno

Verona-Lazio: si ritrova la coppia “Toni-Klose”, nemici per un giorno

ROMA – Un bomber a due teste, faceva paura: i tedeschi lo ribattezzarono “Kloni”. Un po’ Klose e un po’ Toni, tanti gol nel Bayern Monaco, la Bundesliga ai loro piedi. Non sputavano fuoco, ma segnavano a raffica. Li associarono, li plasmarono, crearono quel mostro calcistico. Miro (classe 1978) e…

ROMA – Un bomber a due teste, faceva paura: i tedeschi lo ribattezzarono “Kloni”. Un po’ Klose e un po’ Toni, tanti gol nel Bayern Monaco, la Bundesliga ai loro piedi. Non sputavano fuoco, ma segnavano a raffica. Li associarono, li plasmarono, crearono quel mostro calcistico. Miro (classe 1978) e Luca (classe 1977) sono sempre sulla cresta dell’onda, per loro non è mai arrivata l’ora della pensione. Amici contro, ecco cosa saranno domenica al Bentegodi. S’incontrarono a Monaco nel 2007-08, giocarono due campionati da protagonisti, nel 2009-10 li separarono. Toni a gennaio scelse la Roma, lo sbarco di Klose nella Capitale avvenne qualche tempo dopo su sponda opposta. Miro chiamò Luca prima di firmare con i biancocelesti, era in scadenza, in quel periodo lo voleva anche il Milan: «Tu cosa mi consigli?», chiese Klose. «Vai alla Lazio», fu la risposta di Toni. Si sono già affrontati in Italia, è successo il 28 ottobre 2012, è passato poco più di un anno. Si giocava Fiorentina-Lazio (2-0), Klose partì titolare, Toni entrò in corsa, prese il posto di Ljajic al 67’ (autore del primo gol) e segnò il raddoppio al 90’. Nel match di ritorno (10 marzo 2013) il tedesco non c’era e Toni è rimasto in panchina. Domenica s’affronteranno per la prima volta partendo dall’inizio, sono i bomber delle rispettive squadre, i cannonieri per eccellenza, gli uomini che possono decidere la partita. Luca si scatena quando vede biancoceleste, sarà bene marcarlo stretto, in carriera ha segnato 6 volte alla Lazio. Ma quando parla di Klose si scioglie: «Miro è un vero campione, ogni tanto lo sento ed è molto contento di stare a Roma. E’ una persona eccezionale», disse una volta. Nel campionato in corso hanno segnato 9 reti in due, quattro li ha siglati Miro e cinque li ha firmati Toni.

CON RIBERY – Coppe alzate al cielo e calici in alto, le immagini del passato testimoniano il legame che unisce Klose e Toni. Brindavano insieme all’Oktoberfest, c’era anche Ribery. Indossavano i costumi tradizionali, sorridevano mentre i fotografi li immortalavano, in quegli anni diventarono amici per la pelle e per la maglia. Klose e Toni, detti “Kloni”, formarono una coppia super, erano invidiatissimi. Il Monaco, per accoppiarli, spese soldoni: 11 milioni per Toni (giocava nella Fiorentina), 15 milioni per Klose (giocava nel Werder Brema). Il Bayern investì su di loro, li “sposò” e al primo colpo conquistò lo scudetto. Klose e Toni sotto porta sono mostri veri, non hanno mai smesso di segnare. Hanno 35 e 36 anni, sembrano ragazzini, piombano in area di rigore e fanno paura ai portieri di turno. La loro coppia non è mai stata strana, si sono scambiati gol e assist, si sono divisi i successi, li hanno festeggiati insieme. In campo parlavano la stessa lingua, si rivelarono complementari pur avendo lo stesso istinto da killer.

 

IL RIENTRO – Klose è un sentimentale, ma in campo non ha amici, a Verona non guarderà in faccia nessuno. Saluterà Toni e poi lancerà l’assalto, punterà la porta, è tornato per rilanciare la Lazio. Ha detto bene domenica pomeriggio: «Con tutto il rispetto per gli avversari abbiamo battuto solo il Livorno, dobbiamo confermarci a Verona, dobbiamo dare continuità alla vittoria». Giustissimo, così si parla, così si fa. Lo scoppiettante Klose scalpita, l’inattività ha fatto aumentare la sua fame di gol, ha sfoderato i primi due colpi contro il Livorno, ne ha pronti altri, li ha tenuti in caldo per domenica. Non c’è nessuno come lui nella Lazio, quando sta bene, quando è in forma, in base alle pieghe dell’intreccio diventa scudo, arco e freccia. Attacca e copre, scende a centrocampo: «Non sono un attaccante che aspetta la palla in area», ha chiarito, non c’era bisogno di farlo, è esemplare. Klose e Toni uno di fronte all’altro, due torri, due goleador sullo stesso ring. Sanno di cosa sono capaci, vincerà chi segnerà di più, sarà la loro partita. Fuori i gol, ragazzi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy