#ZOOM – Lazio, centrocampo stratosferico!

#ZOOM – Lazio, centrocampo stratosferico!

ROMA – Forza, muscoli, tecnica, geometria, inserimenti, velocità. La Lazio ritiene di aver allestito un centrocampo super, formato da un mix di giocatori esperti e da giovani talenti. Pioli aveva indicato in una mezz’ala di qualità e fisico la priorità del mercato. Voleva puntellare il reparto, aggiungere struttura e piedi…

ROMA – Forza, muscoli, tecnica, geometria, inserimenti, velocità. La Lazio ritiene di aver allestito un centrocampo super, formato da un mix di giocatori esperti e da giovani talenti. Pioli aveva indicato in una mezz’ala di qualità e fisico la priorità del mercato. Voleva puntellare il reparto, aggiungere struttura e piedi buoni per continuare a sviluppare il suo calcio, che prevede fraseggio di precisione e grande dinamismo. Sergej Milinkovic Savic è un centrocampista dinamico, di grande passo. Possiede un bel tiro dalla distanza e in mezzo al campo si sente. E’ alto un metro e 92. Può essere inquadrato come un numero 8, il classico interno del centrocampo a tre che completerebbe accanto a Biglia e Parolo. Se la Lazio continuerà a giocare con il 4-3-3 – osserva il Corriere dello Sport – le coppie si formeranno naturalmente. Parolo e Lulic per la casella dell’interno sinistro, Cataldi come alternativa di Biglia in regia, Milinkovic e Onazi sul versante destro. Ovviamente Parolo e Lulic possono giocare insieme, come è accaduto quasi sempre nel passato campionato, stesso discorso per Biglia e Cataldi, che nella passata stagione ha agito quasi stabilmente da mezz’ala di regia. Un reparto completo e in cui si mescolano l’esperienza e la gioventù. Tre giocatori fatti e ormai maturi (Parolo, Biglia, Lulic) e altre tre con un avvenire luminoso (Milinkovic, Cataldi, Onazi). Sei giocatori per tre posti, un numero sufficiente per affrontare gli impegni ravvicinati di campionato e Champions, se la Lazio riuscirà a superare il preliminare.

 

Fantasia Morrison. L’abbondanza e la qualità del centrocampo porteranno Pioli a insistere sul 4-3-3. Con il 3-4-3 resterebbero in ballo cinque mediani per due posti: Lulic slitterebbe sulla fascia sinistra con Braafheid e Radu (anche centrale) come alternative. La variante autentica è rappresentata da Ravel Morrison. L’inglese ad Auronzo è stato provato come interno destro nel 4-3-3, era portato ad accentrarsi per giocare la palla, si può muovere e conosce benissimo il ruolo del trequartista. E allora presto potrebbe tornare d’attualità anche il 4-2-3-1 che tanto era piaciuto a Pioli nel passato campionato. Il tecnico emiliano non può più contare su Stefano Mauri. Era il suo riferimento in campo, sapeva leggere le situazioni tattiche in attacco, era fondamentale per gli inserimenti sotto porta. Alla lunga l’inglese si potrebbe trasformare nel regista offensivo della Lazio per la capacità di inventare soluzioni attraverso le sue giocate e un controllo della palla che pochi calciatori possiedono. Il suo successo dipenderà dall’adattabilità al calcio italiano e ai movimenti richiesti da Pioli, che ama giocatori abituati a muoversi senza palla. Nel ruolo di numero 10 il tecnico emiliano ha intenzione di provare anche l’olandese Kishna, nell’Ajax sempre impiegato a correre sulla fascia sinistra e considerato attualmente nel gruppo degli attaccanti. La variabile del 4-2-3-1 dipenderà essenzialmente da Morrison e in assoluto il centrocampo della Lazio, a corto di uomini per la finale di Shanghai, promette di diventare super. Forza, muscoli, inserimento, palleggio, velocità. Pioli potrà cercare qualsiasi caratteristica e mescolare al meglio per ogni tipo di partita.

Cittaceleste.it

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