Reja sorride e si coccola la sua difesa da primato. Solo 3 gol incassati in 6 giornate.

Reja sorride e si coccola la sua difesa da primato. Solo 3 gol incassati in 6 giornate.

Solo 3 gol incassati in 6 giornate, uno ogni 180 minuti Mentalità, uomini, allenamento: così ha alzato il muroROMA – Il muro di Reja: 12 punti in 6 giornate, appena 3 gol subiti, uno ogni 180 minuti. Meglio, in questo scorcio del nuovo anno, ha fatto solo il Parma: 2…

Solo 3 gol incassati in 6 giornate, uno ogni 180 minuti Mentalità, uomini, allenamento: così ha alzato il muro

ROMA – Il muro di Reja: 12 punti in 6 giornate, appena 3 gol subiti, uno ogni 180 minuti. Meglio, in questo scorcio del nuovo anno, ha fatto solo il Parma: 2 gol incassati, ma una partita in meno, per Donadoni. La Roma di Garcia è rimbalzata addosso alla Lazio. Sparavano a salve, tiravano da lontano i giallorossi. Si sono avvicinati poco alla porta di Berisha, protetto dai suoi scudieri attraverso destrezza e intelligenza tattica. Radar Ledesma, un marcatore implacabile come Biava, le coperture di Dias, le diagonali e l’attendismo di Konko e Radu. La partita nella ripresa si è quasi trasformata in un assedio e la Lazio ha resistito, portando a casa un punto pesantissimo per mantenersi in quota e non perdere il derby. Una sconfitta avrebbe provocato guasti. Il pari consentirà a Reja di continuare a lavorare con tranquillità,cercando di migliorare la fase offensiva. Con la Roma e ancora prima con la Juve, la Lazio ha dimostrato di poter resistere alle due squadre più forti del campionato. Non è poco, considerando il girone d’andata e da dove era iniziato il Reja-bis il 6 gennaio. Un mese fa la Roma avrebbe vinto con tre gol di scarto e il minimo sforzo, quasi senza accorgersene. Domenica Garcia non è mai riuscito a liberare un suo attaccante davanti a Berisha. Il gol realizzato in fuorigioco di Gervinho (l’occasione più nitida) è arrivato dopo un tiro da fuori area di Maicon.

 

NUMERI  Lazio solida e compatta, senza palleggio a centrocampo, di sicuro inferiore come cifra tecnica. Eppure nei numeri di Reja, che ha ridotto da 11 a 4 i punti il ritardo in classifica dal quinto posto, si legge la trasformazione di una squadra a cui per troppi mesi era mancato l’equilibrio. Petkovic è stato esonerato a Natale dopo 17 giornate in cui la Lazio aveva incassato la bellezza di 26 gol: 1,52 di media-partita, uno ogni 60 minuti. Come si spiega questa differenza?

FILOSOFIA La chiave principale di lettura è legata all’atteggiamento tattico, profondamente diverso. Petkovic non è un allenatore che prepara le partite studiando a fondo gli avversari. Inseguendo il suo calcio, aveva smesso di rispettare le caratteristiche della squadra. Chiedeva di recuperare il pallone aggredendo l’avversario a centrocampisti molto lenti e teneva la linea difensiva alta. Tantissimi gol presi a “palla scoperta”, con l’attaccante solo davanti a Marchetti. Reja copre il campo, riduce gli spazi e le distanze, trasmette una cultura difensiva in cui i suoi giocatori più intelligenti (Biava, Dias, Ledesma, ma anche Biglia) si esaltano. Intercettano il pallone, non lo vanno a cercare. Nella fase di non possesso, la Lazio aspetta. Prima si scopriva senza criterio.

UOMINI Solidità ritrovata grazie alle capacità di chi era stato trascurato, o cancellato, da Petkovic. Ledesma non ha giocato per caso 300 partite in A come centromediano metodista. Un equilibratore davanti alla difesa. Se gli chiedi di andare a pressare nell’altra metà campo o di correre avanti e indietro come un numero 8 perde lucidità. Biava ha saltato il girone d’andata a causa di una frattura al piede: ha senso dell’anticipo e attenzione. Con qualche anno in meno, sarebbe da nazionale. E poi Dias. Petkovic lo aveva cancellato anche dalla lista Uefa per colpa di una discussione avvenuta prima della finale di Coppa Italia.

ADDESTRAMENTO Decisivi anche gli allenamenti. Movimenti difensivi, coperture, esercitazioni tattiche con la linea a quattro oppure a tre. Una parte del lavoro che Reja in carriera ha sempre affidato ai suoi vice. Ora ci pensa Alberto Bollini, ex mago della Primavera, altro maestro di calcio uscito dalla scuola di Coverciano. I risultati si vedono. La Lazio non è più la banda del buco. Anche senza il grande difensore reclamato dalla piazza per tanti mesi…

Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

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