Roma città – Campidoglio, Giunta approva nuova macrostruttura capitolina. Meno posizioni dirigenziali e più efficienza nei processi

Roma città – Campidoglio, Giunta approva nuova macrostruttura capitolina. Meno posizioni dirigenziali e più efficienza nei processi

Tra le principali novità la creazione di quattro aree tematiche presidiate da altrettanti vice direttori generali. I ruoli apicali si riducono da 249 a 224

 Roma – Rendere più efficiente ed efficace l’azione della macchina amministrativa di Roma Capitale. Riequilibrare, in base alle effettive necessità organizzative, la distribuzione delle posizioni dirigenziali che si riducono da 249 a 224.Limitare i passaggi burocratici. Questi gli obiettivi prioritari del nuovo assetto dellamacrostruttura del Campidoglio, approvato dalla Giunta capitolina.

 

Tra le principali novità della riforma c’è la suddivisione delle strutture di linea – ovvero dei dipartimenti non rientranti tra le strutture di staff, territoriali o di supporto agli organi politici – in quattro aree omogenee, presidiate da altrettanti vice direttori generali e così individuate:

 

  •    area Servizi al territorio – comprende i dipartimenti Programmazione e attuazione urbanistica, Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana, Mobilità e trasporti, Tutela ambientale, Patrimonio e politiche abitative;
  •      area Servizi alla persona – comprende i dipartimenti Servizi educativi e scolastici, Politiche sociali, Servizi delegati;
  •    area Cultura e valorizzazione – comprende i dipartimenti Sviluppo economico e attività produttive, Turismo formazione professionale e lavoro, Attività culturali, Sovrintendenza, Sport e politiche giovanili;
  •    area Economia e finanza – comprende i dipartimenti Progetti di sviluppo e finanziamenti europei, Partecipate gruppo Roma Capitale, Risorse economiche

 

I quattro vice direttori generali dovranno assicurare l’integrazione dei percorsi trasversali alle varie strutture e il controllo sull’avanzamento dei progetti, riferendo al Direttore generale sulla coerenza con gli obiettivi fissati dall’Amministrazione. Ciascuno di essi potrà intervenire, anche esercitando la facoltà di avocare i processi amministrativi, nel caso di procedimenti caratterizzati da particolare complessità o interdisciplinarità.

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