Roma città – Il Piano Partecipate: il gruppo Roma Capitale passa da 31 a 11 società. Subito benefici per 90 milioni di euro

Roma città – Il Piano Partecipate: il gruppo Roma Capitale passa da 31 a 11 società. Subito benefici per 90 milioni di euro

Ok Giunta a delibera di riordino e razionalizzazione da sottoporre all’Assemblea Capitolina

Roma – Il gruppo Roma Capitale passa da 31 a 11 società partecipate, che vengono così più che dimezzate. Producendo subito potenziali benefici economici per le casse comunali stimati in circa 90 milioni di euro: 80 milioni di euro una tantum derivanti da dismissioni e 10 milioni di euro l’anno di risparmi gestionali. Questi gli effetti della proposta di delibera sul riordino e la razionalizzazione delle aziende del Campidoglio, licenziata dalla Giunta e che ora verrà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina.

 

Presentiamo il frutto di un lavoro portato avanti nel corso di un anno – dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi – su un tema fondamentale del nostro mandato elettorale: la riorganizzazione delle società partecipate di Roma Capitale. Abbiamo trovato una galassia di partecipate di primo e secondo livello la cui attività, nella maggioranza dei casi, non era correlata allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Amministrazione. Aziende che in passato venivano usate più che altro come strumenti per consolidare il consenso, per moltiplicare poltrone e clientele. Con questo piano cominciamo invece a tagliare inefficienze e sprechi, per restituire al Gruppo Roma Capitale un assetto funzionale alle attività dell’Amministrazione che deve avere un solo scopo comune a tutte le sue società: offrire servizi efficienti e di qualità ai cittadini”.

 

Sono orgoglioso di aver lavorato a questo progetto – spiega l’assessore alla Riorganizzazione delle Partecipate Massimo Colomban – e soprattutto di aver offerto il mio contributo per il futuro della nostra Capitale, che ha delle potenzialità notevoli che vanno valorizzate con il contributo di tutti: istituzioni, imprese, lavoratori, cittadini. La mia esperienza in Campidoglio certamente potrà portare, all’interno delle società partecipate dal Comune, un nuovo spirito aziendale. Nonché favorire sinergie tra le stesse che portino efficienza, produttività e migliori servizi a vantaggio della città”.

Il Piano Partecipate si basa su un’analisi delle caratteristiche e delle performance delle società ed è frutto del lavoro congiunto dell’Assessorato alla Riorganizzazione delle Partecipate, del Dipartimento Partecipazioni, del Gruppo di Lavoro appositamente istituito e degli assessorati competenti. Il perimetro di analisi è costituito da 31 società, 20 di primo livello (partecipazioni dirette) e 11 di secondo livello (partecipazioni indirette); suddivise tra strumentali, non strumentali, in liquidazione o aziende speciali in relazione al grado di supporto alle funzioni svolte dall’amministrazione. Si tratta di una galassia di aziende che sviluppano un fatturato di 4 miliardi di euro di competenza pro-quota di Roma Capitale (su un valore totale di 7 miliardi di euro), alle quali il Comune eroga circa 1,6 miliardi di euro per i contratti di servizio, che producono una perdita netta per il Campidoglio che sfiora i 19 milioni (sostanzialmente imputabile ad Atac) e possiedono un organico complessivo di circa 34.000 dipendenti (di cui 28.000 di pertinenza pro-quota dell’Amministrazione).

 

In questo quadro il Piano Partecipate va a incidere prevedendo 18 operazioni tra cessioni e liquidazioni, che riducono il numero delle società da 31 a 11 (10 di primo livello e 1 di secondo livello), con benefici in termini di semplificazione dell’assetto e riduzione di costi e oneri di sistema: gli introiti dalle cessioni sono stimati in 80 milioni di euro una tantum; a questi si aggiungono 10 milioni di euro l’anno di risparmi derivanti dalla dismissione delle partecipazioni in perdita (oltre 9 milioni l’anno) e dalla liberazione di risorse del Comune attualmente impiegate per il controllo delle società dismesse (circa 900 mila euro l’anno).

 

Le dismissioni previste risultano in linea con i dettami normativi e coerenti con i percorsi di riordino precedentemente avviati: si fa riferimento in particolare al Piano triennale di riequilibrio (cosiddetto “Salva Roma” recepito dalla Giunta Capitolina nel 2014), al Piano di razionalizzazione delle partecipazioni approvato dall’Assemblea Capitolina nel 2015 e, da ultimo, alla legge Madia che fissa il Testo unico delle società a partecipazione pubblica.

Oltre alla riduzione del numero delle partecipate, si ipotizzano alcune integrazioni tra le stesse, grazie all’individuazione di convergenze industriali finalizzate alla realizzazione delle massime sinergie.

 

 

CESSIONI

  • Aeroporti di Roma Spa: cessione già avvenuta di una partecipazione di minoranza non correlata al perseguimento degli scopi istituzionali di Roma Capitale, con conseguente liberazione di risorse da destinare a investimenti in servizi o opere strategiche, per 48 milioni di euro.
  • Centrale del Latte di Roma Spa: la cessione della quota del 75% è stimata in almeno 28 milioni di euro a titolo transattivo, da destinarsi a investimenti in servizi o opere strategiche.
  • Investimenti Spa: cessione della quota del 21,8% mediante recesso dalla società che, pur svolgendo un’attività coerente con il perseguimento delle finalità istituzionali di Roma Capitale, ha prodotto un risultato negativo in almeno quattro dei cinque esercizi precedenti.
  • Alta Roma: cessione a titolo oneroso della quota del 18,64%, in quanto società di secondo livello che svolge un’attività non strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionali di Risorse per Roma Spa che ne detiene la partecipazione.
  • Multiservizi Spa: la partecipazione dovrà essere valorizzata e dismessa una volta costituita la società mista pubblico-privata di cui l’Amministrazione intende dotarsi per lo svolgimento di servizi di interesse generale, il cui socio privato sarà individuato mediante procedura di gara ad evidenza pubblica ‘a doppio oggetto’.
  • Partecipazioni Ama: si prevede la cessione delle partecipazioni detenute dall’azienda capitolina dei rifiuti in altre quattro società: Ep Sistemi Spa (40%), Consel Scarl (0,1%), Polo Tecnico Industriale Romano Spa (0,07% al quale si aggiunge la dismissione dello 0,033% detenuto da Atac), Acea (0,02%).

LIQUIDAZIONI

 

  • Partecipazioni Roma Capitale: si completa la liquidazione di quattro partecipazioni: Agenzia Roma Energia (100%), Roma Patrimonio Srl (100%), Azienda speciale ACCLR (100%), ATLazio Spa – Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio (19%).
  • Partecipazioni Ama: si prevede la liquidazione delle partecipazioni detenute dall’azienda capitolina dei rifiuti in quattro società Servizi Ambientali Srl (87,5%), Ecomed Srl (50%), Marco Polo Srl (34,23%), Cisterna Ambiente Spa (29%).
  • Aziende già liquidate: Servizi Azionista Roma Srl (100%), Centro Ingrosso Fiori Spa (9%).

 

 

INTEGRAZIONI

  • Polo Entrate: Aequa Roma + Risorse per Roma (riscossioni da patrimonio). Si propone la convergenza delle funzioni delle due società per concentrare in un unico soggetto tutte le attività relative alla gestione delle entrate da patrimonio immobiliare e da tributi locali.
  • Polo Mobilità: Roma Servizi per la Mobilità + Roma Metropolitane (ramo progettazione). L’ipotesi è quella di creare un’unica società incaricata delle attività di pianificazione dei trasporti, di gestione della mobilità pubblica e privata, progettazione, di regolazione e controllo dei sistemi di trasporto.

Viene mantenuta la partecipazione del 100% di Risorse per Roma quale società autonoma per lo svolgimento delle fondamentali attività di pianificazione, progettazione e trasformazione del territorio. La partecipazione totalitaria in Roma Metropolitane, quale stazione appaltante per la realizzazione della Metro C, viene mantenuta fino al completamento dell’opera.

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