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07:10 | 18/05/2012

CALCIO/Lazio: Cecco senza pace

Editoriali di Stefano Benedetti

10/24/10, 19:49

NON MI FIDO ANCORA!

Voglio essere come al solito sincero. Ancora di più lo voglio essere con voi di cittaceleste.it che continuate a darmi la forza per continuare la mia battaglia sull’informazione libera. Magari non sarete sempre d’accordo con il sottoscritto ma voglio continuare a sforzarmi nell’essere me stesso. E lo voglio fare anche oggi in cui le cose stanno andando più che bene. Se avessi impegnato tutti questi anni al seguito della Roma molto probabilmente mi ritroverei a parlare della squadra più forte del mondo, con i giocatori più forti del mondo, con tutto più forte del mondo. Ma io sono della Lazio. La Roma non si discute: si ama. Io discuto la Lazio proprio perché la amo. Con lo stesso amore con cui un genitore rimprovera suo figlio. Tutto questo per dirvi con franchezza come stia vivendo con grande stupore questo primato della Lazio. Perdonatemi se parlo di me stesso ma all’attivo ho tre mondiali, 5 europei 8 finali di Champions League e tante, tante, tante altre partite raccontate a Roma e in giro per il mondo. Quando ho raccontato una squadra veramente forte avevo, nel vederla, la sensazione che si ha nel vedere un pugile che incassa colpi dall’avversario pur tenendo i pugni all’altezza delle ginocchia (guardia bassa) sapendo che da un momento all’altro arriverà il colpo decisivo che manderà il suo rivale al tappeto. Questa sensazione te la possono dare solo le grandi squadre. Quelle che subiscono e ripartono. Quelle che ti colpiscono quando vogliono. Quelle che ti "rubano l’occhio". Nella Lazio questo atteggiamento non lo vedo. E questa cosa mi stordisce. Perché so benissimo quanto sia meritato questo primo posto in classifica. So benissimo quanti punti ha fatto  Reja dal suo arrivo alla Lazio. So benissimo tutto ma ancora non riesco ad avere i segnali che attendo. Quei segnali che mi fanno pensare che sia davvero cambiato il vento. Solo il mio cuore sa quanto sarei contento di veder vincere lo scudetto a questa squadra, poi però ho sentito le dichiarazioni di Mister Reja che avverte il mio stesso stupore: "So benissimo che non vinceremo lo scudetto, ma sono molto contento di come i ragazzi stiano interpretando le mie idee". Spero vivamente di non essere frainteso ma anche io, da essere umano, vivo di sensazioni e questa sensazione la voglio dividere con voi. Sono pronto a cambiare idea se mi convincerete. Magari lasciando dei commenti nella parte bassa della pagina su cui confrontarci insieme. Spero solo che la società riesca a sfruttare questa ennesima opportunità che le si prospetta. La prima accadde quando riuscimmo in Romania a superare i preliminari di Champions ma in quel mercato arrivò Vignaroli. Oggi c’è la possibilità di ripartire costruendo, nel giro di due/tre anni, una squadra ancora più competitiva con un mercato che possa andare a puntellare i reparti più deficitarii. Magari già domenica a Palermo avrò le mie risposte. Ma sono della Lazio e preferisco discutere prima.

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