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07:10 | 18/05/2012

CALCIO/Lazio: Cecco senza pace

Editoriali di Stefano Benedetti

11/14/10, 19:34

E SE NON FOSSE UN SOGNO?

Voglio cominciare dalla fine. Dal fischio finale dell’arbitro Bergonzi e dall’espressione di un collega di una radio di Napoli che, rivolgendosi ad un suo amico, gli dice: "Abbiamo dato tutto ma questa Lazio, dobbiamo ammetterlo, è più forte di questo Napoli".  La vita è fatta di attimi, di momenti, di sospiri. Questa frase buttata lì senza nulla a pretendere è riuscita a scatenare in me una reazione pazzesca. Una reazione che mi hai catapultato immediatamente indietro nel tempo quando soli 5 mesi fa eravamo collegati con i campi di Livorno, Siena, Bergamo, Bologna, per sapere i risultati delle squadre che, come la Lazio, erano invischiate nella lotta per la retrocessione. E oggi siamo qui al termine di una partita epica a riguardare tutti dall’alto verso il basso secondi in classifica. Del resto il mio collega non ha torto. Quella che abbiamo visto giocare all’Olimpico è stata una delle più belle partite degli ultimi 5 anni. Contro un avversario da elogiare. Una squadra tosta, viva, atleticamente all’altezza. Ma la Lazio di contro è stata semplicemente FANTASTICA. Una partita d’altri tempi. Una squadra che incarna nel vero senso della parola l’etimologia di questa parola. Dove tutti sono disposti a sacrificarsi per un compagno distratto o in difficoltà. Dove Si corre senza avere il pallone tra i piedi, dove in ogni parte del campo ci sono maglie biancocelesti pronte a sacrificarsi l’una per l’altra. Dove c’è un allenatore che non ne fa una questione personale, con nessuno. A partire da Zarate, inguardabile contro il Cesena e SPETTACOLARE contro il Napoli. Senza dimenticare Dias, la vera rivelazione di questa stagione. O Matuzalem, che finalmente oggi lo abbiamo capito, deve giocare con Ledesma. E poi Hernanes, Floccari, Biava, Ledesma. Nessuno escluso. Contro il Napoli una gara d’altri tempi. Una partita commovente. Contro il Napoli abbiamo capito davvero quanto sia forte questa squadra. Contro il Napoli abbiamo ricominciato a sognare. Ma che non sia un sogno?  

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