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07:10 | 18/05/2012

CALCIO/Lazio: Cecco senza pace

Editoriali di Stefano Benedetti

1/6/11, 18:48

POCHE CHIACCHIERE..SERVE QUALITA'

Si è vero: conta il risultato. A discapito di ogni tipo di prestazione. Brutta o bella che sia . Ed è praticamente il riassunto di questo Genoa-Lazio. Una partita che ricorderemo solo per il punto conquistato in trasferta. Abbiamo visto una buona Lazio (niente di indimenticabile) solo nella prima frazione per poi crollare nella ripresa dove solo il lampo di uno svagato Hernanes (un palo interno colpito con un gran tiro dalla distanza)ne ha messo in evidenza i limiti tecnici e fisici di questo inizio di 2011. Parliamo della mancanza di un attaccante,che a questo punto comincia a diventare abbastanza evidente. Floccari comincia a manifestare qualche cedimento tattico visto anche il grande sacrificio che è chiamato a compiere con il suo ripetuto impiego fuori dall’area di rigore. Una situazione che non aiuta Zarate il quale ci da la netta sensazione di attraversare un ottimo periodo di forma e condizione. Maurito non riesce a dialogare con il suo compagno di reparto soprattutto se non trova in Hernanes una spalla all’altezza della situazione. Contro il Genoa il brasiliano continua a giocare senza dare continuità alla sua prestazione.  Se non con azioni sporadiche che potrebbero cambiare la partita ma che dobbiamo necessariamente collocarle nella scatola degli episodi e non in quella relativa ai giocatori al servizio della squadra nel contesto della manovra. Mauri, dopo un ottimo inizio di stagione, continua a vagare per il campo mettendo in evidenza un calo di condizione che lo rende piuttosto lento e prevedibile nei movimenti. Brocchi e Ledesma fanno quello che possono per poi tirare il fiato nella seconda metà della gara. Regge bene invece la difesa, che oggi ci regala un grande Muslera e la conferma di una coppia centrale granitica che quella formata da Dias e Biava. Bene anche Lichsteiner ed il rientrante Radu.

  Serve dunque un attaccante. Un attaccante che riesca a far fare il salto di qualità a questa squadra  senza andare a ledere gli equilibri, sempre molto labili, incastonati all’interno dello spogliatoio. Insomma, un modo come un altro per dire che se riteniamo sia Santa Cruz l’acquisto che possa dare linfa vitale a questa squadra, ci sbagliamo di grosso. Che si continui con questi uomini che comunque lasciano ancora la Lazio al secondo posto in classifica. Santa Cruz significherebbe togliere dal campo uno tra Floccari e Zarate e, considerando che nel proseguimento della stagione non ci sarà la necessità di impegni europei, sarebbe un azzardo da non commettere. Anche perché non parliamo di un calciatore di fascia alta. Parliamo di un calciatore che dall’inizio di questa stagione ha disputato in Premiere League 66 minuti per poi essere totalmente cancellato dalla considerazione di Roberto Mancini. Un calciatore che negli ultimi dieci anni ha realizzato una media di 5 gol a stagione. Tutti numeri che ci devono far riflettere. Così come ci farebbe riflettere un suo eventuale arrivo a titolo definitivo. Una condizione che potrebbe lasciarci  intendere qualche operazione in uscita nel parco attaccanti. Ora però lasciamo alta la concentrazione per la partita contro il Lecce. Una vittoria consentirebbe alla Lazio di consolidare il secondo posto e di chiudere in bellezza il girone d’andata. Ma attenzione, il campionato è ancora lungo e la concentrazione non servirà solo per la partita contro il Lecce.

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