Italia. Immobile-Insigne, dal laboratorio Zeman all’attacco dell’Italia di Prandelli.

Italia. Immobile-Insigne, dal laboratorio Zeman all’attacco dell’Italia di Prandelli.

“I gol contano sempre, anche in allenamento. Io sono un attaccante”. Ciro Immobile risponde così, a caldo, a chi gli chiede se non gli dispiaccia che la tripletta di Volta Redonda non sia stata realizzata in una partita ufficiale. E’ un attaccante, “Ciro-a-papà”. E dunque, dopo i fuochi d’artificio col…

“I gol contano sempre, anche in allenamento. Io sono un attaccante”. Ciro Immobile risponde così, a caldo, a chi gli chiede se non gli dispiaccia che la tripletta di Volta Redonda non sia stata realizzata in una partita ufficiale. E’ un attaccante, “Ciro-a-papà”. E dunque, dopo i fuochi d’artificio col Fluminense, parte all’attacco di un posto da titolare al Mondiale. Da oggi alla sfida del 14 giugno con l’Inghilterra, le pagine dei giornali si riempiranno di dualismi con Balotelli, di discussioni sull’opportunità di schierare il modulo “Mario-centrico” piuttosto che allargare a due (se non a tre) i posti là davanti, per favorire Ciro, o magari Cassano. “Deciderà Prandelli”, taglia corto la nuova stella del Borussia Dortmund, chiudendo col più classico dei “posso solo cercare di mettere in difficoltà il mister”. Frase fatta che, però, stavolta, ha un risvolto pratico imminente, perché la sfida di Manaus si avvicina e il tempo degli esperimenti è finito.

 

 

l’imprevisto — Immobile è esploso lontano dalla natia Torre Annunziata. A Torino, dopo una parentesi amara al Genoa. E prima ancora a Pescara, dove metteva mattoni di zemaniana fattura nella costruzione di una carriera luminosa, insieme a Verratti e Insigne. Già, Lorenzo. Forse il più imprevisto nella lista dei 23 che il c.t. ha comunicato dopo l’amichevole con l’Irlanda, dove s’impantanavano le speranze mondiali di Giuseppe Rossi e dove Insigne guardava l’intreccio delicato dei destini altrui dalla panchina del Craven Cottage. Tripletta per Ciro, doppietta per Lorenzo. E una pioggia di assist.

“i” come “italia” — Dicevano che non sapeva segnare, Insigne. A Napoli in effetti aveva alternato numeri di classe a momenti di imprecisione fatale davanti alla porta, finendo sempre più largo a sinistra nei disegni tattici di Benitez. E invece adesso eccoli lì, i due scugnizzi, a passarsi il pallone e a buttarlo in rete con una facilità che Cerci, per esempio, ieri sera non ha avuto. La Nazionale in salsa partenopea è un’opzione che la Campania mette a disposizione della maglia azzurra. E’ presto per farsi prendere dall’entusiasmo, quella di Volta Redonda era solo un’amichevole e come tale va presa. Ma quei due ragazzi col cognome che inizia per “I” come “Italia”, intanto, vanno all’attacco. (Gazzetta.it)
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy