Italia, Prandelli: “Balotelli con Immobile? Sarebbe una scelta forzata”

Italia, Prandelli: “Balotelli con Immobile? Sarebbe una scelta forzata”

La tripletta col Fluminense ha messo in evidenza Immobile, che però difficilmente giocherà in coppia con Balotelli: “Tutto è possibile – dice Cesare Prandelli -, ma avere due punte centrali con tanti giocatori di qualità in mezzo al campo diventa una scelta forzata”. Sulle condizioni fisiche degli azzurri: “Abbiamo la…

La tripletta col Fluminense ha messo in evidenza Immobile, che però difficilmente giocherà in coppia con Balotelli: “Tutto è possibile – dice Cesare Prandelli -, ma avere due punte centrali con tanti giocatori di qualità in mezzo al campo diventa una scelta forzata”. Sulle condizioni fisiche degli azzurri: “Abbiamo la benzina per poter arrivare fino in fondo al Mondiale. Le parole di Napolitano? Ha ragione, non dobbiamo accontentarci”.

 

Sull’amichevole col Fluminense.
“In due gol subiti ci sono stati due errori individuali e nel calcio ci stanno. L’obiettivo era dare minutaggio ai giocatori, verificare certi giocatori e certi ruoli, avere continuità di gioco e mi sembra che per un’ora la squadra ha mantenuto questi presupposti”.

Su Immobile.
“Abbiamo 23 giocatori e devono considerarsi tutti tiolari. Sceglieremo in base a come affrontare la squadra e in base allo stato fisico e psicologico. Sono tutti titolari papabili. Balo con Immobile? Tutto è possibile, ma avere due punte centrali con tanti giocatori di qualità in mezzo al campo diventa una scelta forzata. Però tutto è possibile”.

Ancora sulla gara di ieri.
“Per un’ora la squadra ha mantenuto un equilibrio importante. E’ stata una partita vera ed era quello che cercavamo. La cosa più interessante dopo la gara è che abbiamo recuperato i giocatori come Barzagli e Immobile. E’ stato un test vero”.

Come sta Balotelli?
“Sta bene come il resto della squadra. Ha qualche problemino ma è normale perché ci alleniamo due volte al giorno. Quanti 11 ho già scelto per l’Inghilterra? Non ti so rispondere perché non ti voglio rispondere (ride, ndr)”.

Sulla possibilità di variare molti moduli.
“In queste tre amichevoli abbiamo voluto capire se le nostre idee potevano coincidere con la realtà e i moduli sono stati gestiti bene. Possiamo migliorare, ma abbiamo la garanzia di poter cambiare e molte più certezze”.

Sulla gestione del gruppo.
“Siamo tutti potenzialmente protagonisti. Tutti sono tifosi dei propri compagni, siamo qui tutti per fare bene e ogni scelta sarà condivisa e accettata da tutti”.

Sugli errori in fase difensiva.
“Per correggere certi difetti devi avere un margine di tempo. Quel poco tempo avuto l’abbiamo usato bene. Ieri non abbiamo preso ripartenze, situazioni di disagio. Chiaro che quando prendi tre gol devi cercare di capire. Ma se ci sono errori individuali, vanno accettati e anche capiti. Siamo arrivati nei tempi, abbiamo gli ultimi giorni dove lavoreremo sulla reattività e cureremo i dettagli. Ma il volume grande l’abbiamo fatto e questa squadra  ha nelle gambe la capacità di poter arrivare fino in fondo al Mondiale”.

Immobile può essere l’alternativa a Balotelli?
“Qui non si parla di alternativa, si parla di 23 giocatori che devono considerarsi 23 titolari. Non ci sono alternative, ci saranno scelte in base a come vorremo affrontare l’avversario. Vedo giocatori che danno garanzie, che hanno entusiasmo. Questa è una Nazionale che ha un’idea di futuro. Ci sono 4-5-6 giocatori molto giovani”.

Sul paragone tra Immobile e Schillaci.
“Avevo fatto un paragone con Schillaci perché nel ’90 era la quinta punta e poi è diventato protagonista. Significa che se uno ha l’opportunità, deve essere pronto”.

Sul calore dei tifosi brasiliani.
“E’ stato già dall’anno scorso un effetto piacevole. Ci hanno accompagnato con entusiasmo e calore. Questo dimostra che il calcio è apprezzato a tutte le latitudini del mondo”.

Sulle incertezze in difesa.
“Ogni tanto, quando subisci gol, arriva la preoccupazione. Non dobbiamo sottovalutare l’aspetto, ma dobbiamo anche pensare che fa parte del gioco. L’idea nostra è fare qualche gol in più dell’avversario”.
 
Napolitano ha detto che l’Italia non deve accontentarsi.
“Non dobbiamo rispondere, dobbiamo ascoltarlo perché è uno degli uomini più saggi che abbiamo. Ha ragione, non dobbiamo accontentarci”.

Trapattoni ha detto che l’allenatore della Nazionale è come un condannato a morte che non conosce l’ora della sua esecuzione. Come ti senti?
“Trapattoni ha ragione: lui vicino all’esecuzione è andato spesso e non è mai morto. E’ un concetto che mi piace, lo farò mio. Probabilmente il condannato a morte riesce ad avere risorse impensabili”.

Sul turnover.
“Dobbiamo pensare di vedere una squadra che può cambiare partita dopo partita, ma ovviamente non sarà stravolta. Se recuperano bene e stanno bene non li cambio, non è che devo cambiare per forza”.

Sulla Costa Rica.
“E’ una squadra che ha temperamento, fantasia. Sarà difficile da affrontare e non è da sottovalutare”.

All’inizio parlava dell’importanza dell’aspetto fisico, adesso hai spostato l’attenzione sull’aspetto psicologico. In base a cosa farai le scelte?
“L’obiettivo fisico è stato raggiunto, stiamo tutti bene. Adesso non è che voglia stimolare ulteriormente i giocatori ma è un dato di fatto. E’ chiaro che c’è questa sana competizione, è quella che cercavamo. Nessuno si deve preoccupare”.

Perché non hanno giocato Verratti e Chiellini?
“Verratti oggi ha la febbre e ieri era un po’ strano perché evidentemente la stava covando. Per quanto riguarda Giorgio, ho voluto fare altre scelte ma non è niente di preoccupante”.

Contro il Fluminense la squadra è stata più bassa del solito.
“Pensavamo di avere vantaggio nel cercare di far portare avanti i loro esterni. La tattica è stata buona, poi l’abbiamo cambiata nella ripresa, li abbiamo pressati alti e li abbiamo messi un po’ in difficoltà”.

Immobile e Balotelli possono giocare allo stesso modo o c’è differenza?
“Secondo me dovrei rivedere il centrocampo e passare a 4 per farli giocare insieme. Che giochi uno o l’altro, invece, non cambierebbe nulla”.

Sulla perplessità dei tifosi.
“Non devo dare messaggi o certezze. L’unica certezza che possiamo dare è che abbiamo lavorato e stiamo lavorato per essere pronti. Vogliamo onorare la maglia, è chiaro che non c’è niente di nuovo. All’inizio, in Italia, c’è sempre pessimismo. E’ stato sempre così. Quindi sono sereno perché ho lavorato bene, avremo tante difficoltà ma la certezza è che lotteremo su ogni pallone”. (SportMediaset.it)

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