2 anni dopo la morte, Bin Laden torna al centro delle cronache: “Ho aiutato l’fbi a trovarlo”. E chiede 25 miliardi

2 anni dopo la morte, Bin Laden torna al centro delle cronache: “Ho aiutato l’fbi a trovarlo”. E chiede 25 miliardi

ROMA – Osama Bin Laden ormai è morto da tempo, ma la battaglia attorno alla taglia da 25 milioni di dollari che pendeva sulla testa del re della rete del terrore non si ferma. Quei soldi destinati a chi avrebbe dato delle informazioni utili per catturare il capo di Al…

ROMA – Osama Bin Laden ormai è morto da tempo, ma la battaglia attorno alla taglia da 25 milioni di dollari che pendeva sulla testa del re della rete del terrore non si ferma. Quei soldi destinati a chi avrebbe dato delle informazioni utili per catturare il capo di Al Qaeda infatti sono ancora oggi reclamati da chi sostiene di aver dato un aiuto fondamentale per la sua individuazione e il successivo arresto da parte dei Navy Seals americani. L’ultimo in ordine di tempo a reclamare la taglia è stato Tom Lee, 63enne mercante di gemme, che a suo dire avrebbe comunicato alle autorità americane il rifugio di Abottabad dove si nascondeva Bin Laden già nel 2003. L’uomo si è già rivolto ai legali affidandosi  allo studio Loevy & Loevy, che in agosto ha inviato una lettera al direttore del Fbi, James Comey, per chiedere la ricompensa. Secondo la ricostruzione fatta nella missiva, a rivelare a Lee il covo di Bin Laden sarebbe stato un agente dell’intelligence del Pakistan che avrebbe scortato il re del terrore e la sua famiglia da Peshawar ad Abbottad, informazione poi girata alle autorità Usa.

 

Taglia reclamata da scrittrice italiana – Pochi giorni fa invece a reclamare i 25 milioni di dollari per la cattura di Osama Bin Laden era stata la scrittrice italiana Mary Pace che ha citato l’intelligence americana in tribunale. Pace, che da anni si occupa di intelligence e terrorismo internazionale, sostiene di aver rivelato il covo del capo di Al Qaeda all’agenzia di intelligence statunitense nel 2010 e per questo adesso chiede che le sia riconosciuta la taglia. Per la vicenda è stata già fissata una prima udienza per il 18 dicembre quando le parti in causa tra cui il ministero dell’Interno italiano e il Dipartimento di Stato americano dovranno presentarsi davanti ai giudici del tribunale di Roma. (FanPage)

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