ULTIMO MINUTO / Arriva la notizia che fa impazzire i tifosi della Lazio

ULTIMO MINUTO / Arriva la notizia che fa impazzire i tifosi della Lazio

LAZIO: IL PROSSIMO ANNO CANDREVA CAPITANO E CATALDI VICE? ROMA – Il cucchiaio, nuova specialità della casa, anzi antica, perché Antonio Candreva lo aveva esibito a Udine con la Lazio (metà febbraio) e con la nazionale in Confederations Cup, estate 2013, ingannando Iker Casillas. Ci vuole fegato per segnare rigori…

LAZIO: IL PROSSIMO ANNO CANDREVA CAPITANO E CATALDI VICE?

ROMA – Il cucchiaio, nuova specialità della casa, anzi antica, perché Antonio Candreva lo aveva esibito a Udine con la Lazio (metà febbraio) e con la nazionale in Confederations Cup, estate 2013, ingannando Iker Casillas. Ci vuole fegato per segnare rigori del genere. Roba da cuori forti. Il ds Tare gli ha inviato un sms di complimenti e ieri scherzava. «Così Antonio ti può mandare all’ospedale». Gli ha suggerito con saggezza di non esagerare e con altrettanta sincerità ha sottolineato un aspetto fondamentale nella crescita esponenziale del fantasista della Lazio: la personalità smisurata, quel grado di maturità e un nuovo progresso compiuto negli ultimi mesi. Una personalità da top player, da grande giocatore. Ci sono i suoi numeri da analizzare, una costanza di rendimento impressionante, campionato dopo campionato. Gol, assist, una presenza sempre più incisiva. Candreva è padrone del gioco, si muove a tutto campo, si prende le responsabilità come solo i giocatori decisivi riescono a fare.

 

Test. A Spalato ha impressionato sotto gli occhi di Edy Reja, il suo vecchio maestro, che lo aveva voluto a Formello quando era in una fase di stallo della carriera, trovandogli la collocazione tattica ideale sulla fascia destra. Tare lo ha applaudito, Pioli lo coccola e lo ha aiutato a migliorare: oggi nella Lazio riesce a interpretare quel ruolo di playmaker offensivo, non solo esterno d’attacco, che le origini da centrocampista gli permettono. La prestazione di Candreva in nazionale non può essere considerata una sorpresa per gli osservatori che avevano seguito la volata Champions. Se la Lazio è riuscita a centrare il traguardo del terzo posto, lo deve in buona parte al suo top player italiano. Ha concluso la stagione con una condizione atletica pazzesca, ha segnato e trascinato la squadra biancoceleste a Napoli, ma anche a Marassi con la Samp, nella finale di Coppa Italia, con la Roma e con l’Inter, quando è stato uno degli ultimi ad arrendersi. Ha dimostrato di essere diventato decisivo nelle partite che contano, non è fuggito ma si è esaltato quando il pallone scottava e ci si giocava la stagione. Ha corso e rincorso tirando il gruppo di Pioli e poi anche quello del ct Conte. Non a caso, nei test atletici eseguiti a Coverciano subito dopo il raduno Candreva era stato segnalato come il migliore degli azzurri.

Leader. La Lazio lo applaude e può essere soddisfatta dell’investimento compiuto nel giugno scorso, quando Lotito aveva resistito agli assalti di Napoli, Juve e Atletico Madrid per blindarlo con un rinnovo del contratto sino al 2019 dopo aver convinto Pozzo e l’Udinese a cederlo a titolo definitivo per una cifra vicina ai 10 milioni di euro (compreso Basta nel pacchetto). Antonio, a 28 anni e nel pieno della maturità, ha scelto di restare a Formello. Oggi spera di arrivare in Champions con la Lazio. E anche se non lo confesserà mai apertamente, perché davanti ci sono Mauri e Radu, sarebbe orgoglioso di diventare il capitano come molti tifosi auspicano da tempo. Ledesma viaggia verso l’addio, Radu è in bilico, Mauri non partirà come titolare. Di sicuro Candreva sul campo si è imposto come un leader, ha fatto la differenza con i suoi colpi e ha dimostrato personalità. E’ un punto di riferimento, è nato a Roma, come Danilo Cataldi, il capitano eletto dalla squadra, perché arriva dalla Primavera e si è affacciato in serie A riscuotendo il rispetto e la considerazione dei grandi. Ecco per la Lazio che verrà e che ci si augura di vedere in Champions a settembre sarebbe bello se ci fossero due nuovi capitani, nati a Roma e simboli di un nuovo ciclo, Candreva con la fascia e Cataldi come vice. Una soluzione a cui forse la società e Pioli, dopo anni in cui ha prevalso solo l’anzianità di servizio nello spogliatoio, penseranno. Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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