28 trofei in 28 anni: Berlusconi, l’epopea rossonera ed il nuovo grande obiettivo

28 trofei in 28 anni: Berlusconi, l’epopea rossonera ed il nuovo grande obiettivo

20 febbraio 1986 – 20 febbraio 2014. 28 anni e 28 trofei, questo è il bilancio dell’epoea Silvio Berlusconi in rossonero: un’era che, dalle macerie, ha riportato il Milan sul tetto d’Europa e del Mondo. Nel dettaglio, balzano agli occhi i grandi successi ottenuti in questi ventotto anni: otto scudetti…

20 febbraio 1986 – 20 febbraio 2014. 28 anni e 28 trofei, questo è il bilancio dell’epoea Silvio Berlusconi in rossonero: un’era che, dalle macerie, ha riportato il Milan sul tetto d’Europa e del Mondo. Nel dettaglio, balzano agli occhi i grandi successi ottenuti in questi ventotto anni: otto scudetti (1987/88, 1991/1992, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99, 2003/04. 2010/11); cinque Coppe dei Campioni/Champions League (1988/89, 1989/90, 1993/94, 2002/03, 2006/07); due Coppe Intercontinentali (1989, 1990); una Coppa del Mondo Fifa per Club (2007); cinque Supercoppe Europee (1989, 1990, 1995, 2003, 2007); una Coppa Italia (2002/03); sei Supercoppe Italiane (1989, 1992, 1993, 1994, 2004, 2011). Vanno inoltre ricordate le altre sette finalissime disputate dal Milan (e in conseguenti secondi piazzamenti): tre finali di Coppa dei Campioni/Champions League (1992/93, 1994/95, 2004/05); tre finali Intercontinentali (1993, 1994, 2003); una finale di Supercoppa Europea (1994). Per vincere questa mole di trofei è stato necessario acquistare grandi campioni, i quali hanno meritato e conquistato anche premi e riconoscimenti personali, come il Pallone d’Oro. Nell’era Berlusconi, cinque giocatori hanno ottenuto questo grande titolo: Gullit nel 1987; van Basten nel 1988, 1989 e 1992;

 

Weah nel 1995, Shevchenko nel 2004, Kakà nel 2007. Pallone d’Oro che avrebbe dovuto essere assegnato anche ai due grandi capitani del Milan berlusconiano: Baresi e Maldini, numero 6 e numero 3 (entrambi ritirati dal club), storiche bandiere in grado di scrivere la storia del Milan e del calcio nazionale ed internazionale. Dopo lo scudetto e Supercoppa italiana del 2011, obbligato a far fronte ad un maggior rigore economico, il Milan ha cambiato filosofia, provando a percorrere un rinnovamento fondato sui giovani. Un progetto ancora in divenire che, grazie alle ultime scelte dirigenziali e tecniche, punta a trovare il suo florido sviluppo nelle prossime stagioni: da una parte la guida di Seedorf, dall’altra le innovazioni di Barbara Berlusconi, il cui aumento di responsabilità andrà a materializzarsi nel ventilato nuovo stadio rossonero. Proprio lo stadio sarà uno dei passi (ed obiettivi) fondamentali nel prosieguo della presidenza Berlusconi, inevitabile baluardo economico per poter ricercare nuove vittorie e successi prestigiosi.

milannews

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