Adieu Philippe! Un divorzio che farebbe bene ad entrambi

Adieu Philippe! Un divorzio che farebbe bene ad entrambi

Ad inizio stagione Philippe Mexès difficilmente si augurava di trascorrere i giorni che precedono al proprio compleanno in questo clima: al centro del ciclone. Nato a Tolosa (FRA), il 30 marzo 1982, il transalpino appare come l’ideale personificazione di problemi che gravitano attorno all’universo Milan. Traferitosi dalla Roma, squadra che…

di redazionecittaceleste

Ad inizio stagione Philippe Mexès difficilmente si augurava di trascorrere i giorni che precedono al proprio compleanno in questo clima: al centro del ciclone. Nato a Tolosa (FRA), il 30 marzo 1982, il transalpino appare come l’ideale personificazione di problemi che gravitano attorno all’universo Milan. Traferitosi dalla Roma, squadra che nel 2004 lo prelevò dall’Auxerre portandolo in Italia, al Milan nell’estate 2011; il suo arrivo a Milano fu accolto con entusiasmo dai tifosi, anche per il “feud” che il giocatore aveva instaurato con i supporters interisti. Era un diavolo diverso quello, ancora felice; la squadra veniva dall’onda immediata dello scudetto appena vinto e il francese appariva come un’importante e prezioso tassello da aggiungere ad una rosa vincente. Nessun esborso economico per l’approdo di Philippe a Milanello, ma un ricco quadriennale; testimonianza delle enormi “fish” che il tandem Galliani-Allegri avevano investito sul biondo centrale romanista, naturale erede di Alessandro Nesta nei piani del duo.

Grandi aspettative quindi sul transalpino; il quale però da allora non è mai stato in grado di rispondere positivamente ad esse. L’avventura di Mexès al Milan può così essere dipinta con una sfumatura negativa: Difficilmente si ricorda una prestazione impeccabile del numero 5 milanista; forse solo nella seconda parte della scorsa stagione ha mostrato un rendimento congruo ai livelli messi in mostra ai tempi di Auxerre, Roma e nazionale francese. Al contrario si ricordano però i molti errori commessi dal nostro protagonista: le doppie sbavature, contro Barcellona al Camp Nou e Fiorentina a San Siro nella primavera del 2012, che contribuirono in parte alle sconfitte in campionato e in coppa dei rossoneri in quell’annata, come apice degli errori. Limiti tecnici a cui si sommano reiterati scatti di nervosismo, da sempre cruccio di Philippe uomo, in cui il difensore è caduto vittima anche durante l’esperienza a Milanello: rossi e alcune squalifiche rimediate per prova televisiva, testimoniano il carattere fumantino del francese.

A ben guardare questa caratteristica in alcune circostanze non gioca a sfavore di Philippe: infatti se da un lato le recite del centrale sono state al di sotto delle attese, all’interno dello spogliatoio Mexès si è imposto subito, divenendo uno dei leader dopo il saluto alla vecchia guardia: episodio manifesto di questo status è la carica che il numero 5 infonde ai compagni nel tunnel del Philips Stadium di Eindhoven, prima del delicato match di andata dei preliminari di Champions giocato lo scorso agosto. Proprio i numerosi rumors che escono in questi giorni sul momento di salute dello spogliatoio milanista, indicano nel centrale francese il capo della corrente “negativa”, comprendente fra gli altri i connazionali Constant e Rami. Alla luce di questo curriculum da quando veste il numero cinque rossonero i tifosi indicano nell’ex Roma uno dei principali colpevoli del declino vissuto dal club di Silvio Berlusconi.

 

 

L’arrivo a parametro zero (politica di acquisto molto criticata a Galliani), lo scarso impegno e una vita vissuta ai limiti del professionismo hanno portato quasi allo scontro fisico fra alcuni esponenti della curva e lo stesso giocatore. Scaricato dagli ultrà, al contrario la società e il nuovo allenatore, già compagno nella stagione 2011-12, Clarence Seedorf sembrano ancora credere nel valore del difensore, apice di questa fiducia è la fascia di capitano (vedi alcune righe sopra carisma nello spogliatoio) assegnata dal nuovo coach in occasione della trasferta a Napoli. Il clima ormai insostenibile con tifosi e compagni, l’elevato ingaggio e prestazioni sempre lontane dalla sufficienza, sembrano allontanare in modo quasi definitivo il difensore da Milanello, così che le ultime partite di Mexès, da qui a fine stagione, annunciate come un “tentativo di rilancio” saranno solo un disperato tentativo di metter in vetrina un giocatore comunque apprezzato in ambito internazionale (Manchester Utd, Monaco e Arsenal hanno già fatto alcuni sondaggi sul cartellino) al fine di ricavar il più possibile dalla sua cessione. (Milannews.it)

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