Altro summit ad Arcore, stavolta Inzaghi pensa al mercato: ecco i nomi

Altro summit ad Arcore, stavolta Inzaghi pensa al mercato: ecco i nomi

La calma è solo apparente. Il Milan si sta preparando a un’estate rovente, ma prima deve sciogliere il nodo Seedorf, che – sedotto prima e abbandonato poi – non ha la minima voglia/intenzione di agevolare le cose alla società rossonera. Non si dimetterà, non accetterà sconti. Perché farlo? Pensa di…

La calma è solo apparente. Il Milan si sta preparando a un’estate rovente, ma prima deve sciogliere il nodo Seedorf, che – sedotto prima e abbandonato poi – non ha la minima voglia/intenzione di agevolare le cose alla società rossonera. Non si dimetterà, non accetterà sconti. Perché farlo? Pensa di essere nel giusto e non ha gradito il trattamento riservatogli. Tanto basta. Favorire l’ascesa di Inzaghi, facendo pure contento chi lo ha di fatto screditato (Galliani), non rientra nei piani. Quindi, calma e gesso. Dopo la prima accelerata si sta vivendo una fase di stallo. Galliani l’altro giorno ha passato 10 ore dall’avvocato Cantamessa, ma la situazione è ingarbugliata e così SuperPippo resta in stand-by. Ma Inzaghi – che oggi scalpita come ieri, da giocatore – sta già studiando il Milan che verrà. O vorrà. Cambia una vocale, ma in mezzo ci sono parecchi ragionamenti. E, soprattutto, parecchi soldi. Fare follie sul mercato è impossibile, a meno di cessioni importanti (Balotelli e De Sciglio sono gli unici ad attirare le big europee). Di conseguenza, ci si dovrà arrangiare, come spesso è accaduto negli ultimi anni. Cerci è il primo della lista nei desiderata di Inzaghi, ma costa molto, per cui è facile che il Milan si sposti su Biabiany. Idem per Rami: si sta trattando con il Valencia, ma Alex resta parcheggiato a Parigi in attesa di una chiamata. Così come Poli e Taarabt, entrambi da riscattare, chi la metà del cartellino (il primo), chi tutto (il secondo).

 

Oggi ci sarà un altro summit tra Galliani, Berlusconi e Inzaghi. Le strategie di mercato andranno delineandosi meglio. Intanto, dai nomi che circolano, sembra che Inzaghi voglia puntare più sul 4-3-3 che sul 4-3-1-2. Cerci, Taarabt, Biabiany: sono tutti esterni, anche se eclettici. I problemi rimangono due, però: 1-la collocazione tattica di Kakà e Honda 2-la volontà di Berlusconi di giocare con il rombo a centrocampo. Due incognite che il Milan si trascina ormai da diverso tempo, e che hanno contribuito a far saltare prima Allegri, poi Seedorf. Inzaghi ha sempre dichiarato di essere disposto ad adottare questo modulo, ma – nei fatti – lo farà? E soprattutto, è lo schema tattico più appropriato per i giocatori attualmente in rosa? Toccherà a lui rispondere a queste domande. Già da oggi. (milannews)

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