Bobo Vieri, fratello e mamma truffati…

Bobo Vieri, fratello e mamma truffati…

ROMA – Truffavano milioni di euro millantando amicizie importanti e spacciandosi per procuratori, commercialisti e persino per il capitano “Ultimo”, il carabiniere che arrestò Totò Riina. Così avevano convinto anche il calciatore Christian Vieri a investire parecchi milioni di euro per acquistare, a un costo conveniente, immobili nel cuore di…

ROMA – Truffavano milioni di euro millantando amicizie importanti e spacciandosi per procuratori, commercialisti e persino per il capitano “Ultimo”, il carabiniere che arrestò Totò Riina. 
Così avevano convinto anche il calciatore Christian Vieri a investire parecchi milioni di euro per acquistare, a un costo conveniente, immobili nel cuore di Roma. Per questo motivo la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone. 

L’ASSOCIAZIONE Per gli inquirenti, Bruno Bartoli e Stefano Gori erano i promotori dell’organizzazione della quale facevano parte Massimiliano Avietti e Gianni Pagliai. Poi c’era Elisabetta Staroccia, la compagna di Bartoli, che, insieme a Filippo Miceli, avrebbe confermato le false identità del promotore della truffa. Sono tutti accusati a vario titolo per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa fino al millantato credito, contraffazione di atti pubblici e sostituzione di persona. Ma i reati rischiano di finire in prescrizione: i fatti si sarebbero svolti tra il 2001 e il 2006. 

LA STANGATA AL BOMBER Nella truffa era caduto anche Bobo Vieri che, insieme al fratello e alla mamma, Christiane Rivaux, aveva investito tre milioni di euro. Per la procura, in quell’occasione, Massimiliano Avietti, approfittando della qualifica di promotore finanziario della Azimut, avrebbe suggerito al calciatore di partecipare ad alcune aste giudiziarie per acquistare prestigiosi immobili in piazza di Spagna. Per aggiudicarsi quelle aste, a cui i Vieri avrebbero partecipato tramite prestanome, avrebbe sostenuto Avietti, bisognava «ungere le ruote». Poi, per rendere l’affare più appetibile, il broker avrebbe millantato amicizie importanti: esponenti dell’Udc, comandanti dei carabinieri e magistrati. Nella trattativa era intervenuto anche Gori che, insieme ad Avietti, avrebbe incontrato Christiane Rivaux in tribunale e le avrebbe consegnato alcuni fogli, timbrati dall’ufficio giudiziario capitolino, con un elenco di immobili. Per sottolineare l’ottimo rendimento dell’affare, Elisabetta Staroccia aveva recitato la parte della commercialista incaricata dallo Ior. Così la famiglia dell’ex bomber sarebbe cascata nel tranello e avrebbe consegnato i soldi. Ieri, dopo l’udienza, l’avvocato Alberto Rocca, difensore di Avietti, ha affermato: «Al mio assistito sono state truffati oltre centomila euro ed è stato uno dei primi a denunciare. Il suo nome è tra quello dei truffati nell’agenda trovata a Gori. Chiariremo la sua posizione». (Leggo.it)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy