Lazio fuori dalla Champions? Ecco la notizia che fa chiarezza

Lazio fuori dalla Champions? Ecco la notizia che fa chiarezza

ROMA – La Lazio è indignata, furiosa, in silenzio. Un silenzio assordante e comprensibile. Si sente accerchiata. Da quando ha chiuso il campionato al terzo posto, centrando la qualificazione ai preliminari di Champions, è successo di tutto. L’attacco di Federbet, l’avviso di garanzia per tentata estorsione notificato a Lotito dalla…

ROMA – La Lazio è indignata, furiosa, in silenzio. Un silenzio assordante e comprensibile. Si sente accerchiata. Da quando ha chiuso il campionato al terzo posto, centrando la qualificazione ai preliminari di Champions, è successo di tutto. L’attacco di Federbet, l’avviso di garanzia per tentata estorsione notificato a Lotito dalla Procura di Napoli, le perquisizioni della Digos a Formello, il monito di Malagò, presidente del Coni, e adesso anche le voci e le incertezze sulla licenza Uefa con il rischio di un’estromissione dalle Coppe europee della prossima stagione. Rischi, codice sportivo alla mano, per adesso remoti, per non dire inesistenti. A Formello sono tranquilli, senza preoccupazioni, convinti di non rischiare alcuna esclusione: il 18 o il 19 agosto la squadra di Pioli affronterà i preliminari di Champions e in base al piazzamento raggiunto in campionato Lotito e il ds Tare, in sintonia con il tecnico, stanno impostando la campagna acquisti. Eppure se ne parla, sono uscite indiscrezioni. Tanto basta per mettere in allerta il mondo della Lazio e indispettire la società biancoceleste. Clima avvelenato, un accerchiamento continuo, testimoniato dai fatti accaduti negli ultimi giorni: a livello istituzionale, non c’è dubbio, la presenza di Lotito è scomoda e sta provocando fibrillazioni. Tira un’ariaccia. Le preoccupazioni sono politiche, derivano dall’instabilità e da quel clima allusivo che si respira nelle stanze del potere, come se dovesse succedere qualcosa. Tanto per dirne una: le licenze Uefa sarebbero state rimesse in discussione in Italia, non certo a Nyon. Non è un dettaglio secondario.

 

 

Contrattacco. Alle indiscrezioni pubblicate già ieri mattina da alcuni quotidiani, la società biancoceleste non ha replicato. «Trasformerò gli accusatori in accusati» è stato lo slogan di Lotito per ribattere all’avviso di garanzia disposto dai pm di Napoli. La battaglia legale con Iodice verrà allargata ad altri fronti. Una settimana fa il comunicato di risposta al segretario di Federbet, che annunciava la possibile esclusione della Lazio dalle Coppe, era stato durissimo. E vale tuttora come linea di condotta. «Le opinioni, in merito alle conseguenze che potrebbero interessare la Lazio, sono impressioni meramente soggettive, prive di alcun supporto probatorio e costituiscono una pura manifestazione personale senza alcun riscontro con elementi che possano contraddire le indagini svolte negli anni passati, concluse con le molteplici pronunce emesse dalla giustizia sportiva. La Lazio ha concluso una stagione di successi e si sta preparando a conseguirne altri in campo europeo: dichiarazioni come quelle del signor Baranca costituiscono solo interventi di disturbo della quiete di cui hanno bisogno il club, i giocatori ed i tifosi, e chi le raccoglie e le amplifica, come se fossero fonti di verità e di pericolo concreto, si rende complice».

 

Rischi. Per la Lazio sarebbero collegati ai nuovi atti sul caso Mauri che dovessero emergere dalla Procura di Cremona in seguito alla deposizione di Ilievski, il capo degli zingari, sui fatti del 2011. Un processo per cui il capitano era già stato giudicato (a livello sportivo) con l’omessa denuncia. La Lazio è tranquilla. Prima di preoccuparsi dovrebbero succedere troppe cose. Nell’ordine: un deferimento disposto da Palazzi con la richiesta di revisione del processo sportivo (sinora l’ipotesi non è contemplata), un’eventuale condanna per illecito sportivo con il coinvolgimento diretto della società (e per adesso non ci sono elementi probatori), tre gradi di giudizio e tutto in poche settimane. La domanda a Formello sorge spontanea. Di cosa stiamo parlando? (Corriere dello Sport)

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