CHAMPIONS LEAGUE / La Lazio trema: pochi minuti fa l’annuncio

CHAMPIONS LEAGUE / La Lazio trema: pochi minuti fa l’annuncio

CORRIERE DELLO SPORT / “LICENZE UEFA, ANSIA LAZIO” ROMA – La questione delle licenze Uefa è (o la fanno sembrare) abbastanza intricata. La certezza è che la Uefa sta investigando (esattamente è una “indagine di secondo grado”) sulle squadre italiane che la Federcalcio ha comunicato aver conquistato il titolo per…

CORRIERE DELLO SPORT / “LICENZE UEFA, ANSIA LAZIO”

ROMA – La questione delle licenze Uefa è (o la fanno sembrare) abbastanza intricata. La certezza è che la Uefa sta investigando (esattamente è una “indagine di secondo grado”) sulle squadre italiane che la Federcalcio ha comunicato aver conquistato il titolo per poter partecipare (a vario titolo) alle prossime coppe europee. Un’inchiesta che sarebbe stata in qualche maniera “sollecitata” (come in tutte le spy story, non manca mai qualche colpo di scena e qualcuno che soffia la dritta giusta), addirittura (ma qui siamo nel campo al confine fra i “si dice” e le leggende) da qualche club di casa nostra, dopo il precedente del Torino dell’anno scorso. Limitiamoci alla cronaca, però. Dicevamo intricata: perché proprio il Torino, inconsapevole causa di tutta questa attenzione, potrebbe rappresentare una sorta di uscita d’emergenza, soprattutto per la Sampdoria. E c’entra anche il Milan, non tanto perché più squadre vengono coinvolte e più sono le possibilità di venir ripescati, quanto perché fu proprio la squadra rossonera, coinvolta in Calciopoli nel 2006, penalizzata ma capace di passare dai preliminari fino alla finale (vinta) della Champions 2007, cosa che costrinse la Uefa a cambiare il regolamento. Escluse dalle coppe (uno, due o tre anni) le società coinvolte in fatti eticamente e moralmente rilevanti (droga, doping, match fisxing). Tutto liscio, allora. Fino a quest’anno. La nostra Federcalcio iscrive le squadre alle competizioni Uefa, la Uefa (sollecitata?) chiede di vederci chiaro, da via Allegri correttamente mandano la “fedina penale” di Juve, Roma e Lazio per la Champions e Fiorentina, Napoli e Samp (perché il Genoa ha rinunciato all’ultimo grado di giudizio, visto che la licenza gli era stata negata) per l’Europa League. E così, ecco il nodo: Lazio (per l’omessa denuncia di Mauri: 6 mesi al giocatore e 40mila di multa per le scommesse del 2013), Sampdoria (patteggiamento, 1 punto e 30 mila di multa per Guberti) e Napoli (50 mila euro d’ammenda per Gianello) si trovano ora in ambasce, con quella partecipazione alle prossime coppe messa quantomeno in discussione.

 

Gravità. La Samp, unico caso di patteggiamento (che per certi versi potrebbe essere letto come ammissione di colpa, anche se allora il club blucerchiato spiegò i motivi di quella scelta, distanti appunto da qualsiasi sentore di colpevolezza) in illecito, sembrerebbe messa peggio. E – nota a margine – è curioso notare come il responsabile delle licenze per i club dell’Uefa è non solo un italiano, Andrea Traverso, ma anche di origini genovesi. Lo scenario, in caso da Nyon non concedano il nulla osta a Ferrero, è che venga “ripescata” l’Inter, arrivata ottava, la seconda delle “non elette” che beneficerebbe di una casella che si libera (la prima proprio la Samp dopo la rinuncia del Genoa). Ma è anche vero che per i blucechiati, il precedente dello scorso anno del Torino potrebbe tornare utile. Perché anche i granata “patteggiarono” a Scommessopoli (1 punto e 30mila euro per Pellicori) eppure lo scorso anno giocarono regolarmente l’Europa League. Sul come mai, due versioni: che a Nyon non abbiano approfondito gli incartamenti in arrivo dall’Italia o che, proprio da via Allegri, sede della Federcalcio, non abbiano spedito tutto quello che avrebbero dovuto (era pur sempre l’estate del crac Mondiale, con il presidente Abete dimissionario con tutti i vertici federali), non per dolo ma per distrazione. Ora, sarebbe quantomento curioso che, per identici capi d’accusa e patteggiamenti, una squadra abbia potuto giocare in Europa e un’altra non possa farlo. Ma è anche vero che alla Uefa non scherzano e hanno intenzione di usare tolleranza zero.

Ansia. In ansia pure la Lazio e il Napoli, l’impressione però è che ci siano meno allarmi. Una omessa denuncia alleggerisce anche quella responsabilità oggettiva da sempre al centro di strali da parte dei club, che si sentono schiavi di comportamenti fraudolenti altrui. Sia i biancocelesti che gli azzurri uscirono da quei processi con una ammenda appena. Né possono considerarsi le eventuali novità (fronte Lazio) che dovessero arrivare dalla procura di Cremona (gli interrogatori di Ilievski), visto che le stesse non sarebbero passate né dalla giustizia ordinaria (i pm di Cremona stanno ancora verificando le parole di Ilievski) né da quella sportiva. E francamente, pur iniziando domani, difficile scovare i tempi tecnici per espletare tutti i gradi di giudizio di un eventuale deferimento (fra l’altro senza alcuna base solida). (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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