Concordia. “Vada a bordo…”, e Schettino abbassa lo sguardo.De Falco: “Ecco la verità” -Foto

Concordia. “Vada a bordo…”, e Schettino abbassa lo sguardo.De Falco: “Ecco la verità” -Foto

GROSSETO – Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo venendo contattati più volte da terra, in particolare dalla capitaneria di Livorno. Lo dice Gregorio De Falco teste al processo di Grosseto ricordando che «alle 22.38 (l’urto è delle 21.45, ndr) la nave dà il segnale di distress. Chiamo io la…

GROSSETO – Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo venendo contattati più volte da terra, in particolare dalla capitaneria di Livorno. Lo dice Gregorio De Falco teste al processo di Grosseto ricordando che «alle 22.38 (l’urto è delle 21.45, ndr) la nave dà il segnale di distress. Chiamo io la nave perchè non convince la situazione di apparente tranquillità che loro dichiaravano. A seguito di questo ammettono che c’è una falla e non un semplice black out, così possiamo inviare motovedette ed elicotteri» di soccorso.  ‘Vada a bordo, c….!’ E Francesco Schettino abbassa lo sguardo agitando un foglio scritto che tiene in mano, mentre parla con uno dei suoi avvocati. Così l’imputato del processo sul naufragio della Costa Concordia reagisce mentre scorre l’audio della telefonata con cui De Falco tentò di convincerlo a risalire sulla nave per coordinare i soccorsi ai passeggeri. Durante la testimonianza di De Falco Schettino ha interloquito spesso con la sua difesa, anche scuotendo la testa e sorridendo in modo nervoso durante le telefonate più concitate e drammatiche con De Falco.
(Leggo.it)

 

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