Criscitiello: “Clamoroso Milan, Berlusconi vende. Squinzi vuole il club”

Criscitiello: “Clamoroso Milan, Berlusconi vende. Squinzi vuole il club”

Prima di scrivere, le fonti mi hanno raccomandato: “Non è il momento”. “Aspetta”. “Si è vero ma la trattativa non si chiuderà”. Incrocio di fonti tra calcio, politica e alta finanza milanese e le conferme sono arrivate. Roba che scotta, mica tanto visti i tempi. Scriviamo il più semplice possibile…

Prima di scrivere, le fonti mi hanno raccomandato: “Non è il momento”. “Aspetta”. “Si è vero ma la trattativa non si chiuderà”. Incrocio di fonti tra calcio, politica e alta finanza milanese e le conferme sono arrivate. Roba che scotta, mica tanto visti i tempi. Scriviamo il più semplice possibile per non parlarvi di bilanci, plusvalenze e condoni. Silvio Berlusconi avrebbe (da ora in poi useremo sempre il condizionale) deciso di vendere l’AC Milan. La famiglia aveva preso questa decisione già 4 anni fa, spinta da Marina Berlusconi, la donna dei conti della holding e il cervello più sopraffine della famiglia. Lei si occupa di editoria, come il fratello Piersilvio, ed è consapevole che l’aria che tira in Italia non è più quella di qualche anno fa. A proposito di qualche anno fa… Un gruppo cinese decise di fare un’offerta a Berlusconi per rilevare il 100% dell’asset societario. “No, grazie” fu la risposta. I cinesi sono andati via ma in Italia c’è qualcuno che da tre anni starebbe studiando anche le virgole del bilancio rossonero. E’ un tifoso del Milan ed è un pezzo grosso dell’industria italiana: Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria dal 22 marzo 2012. Tre anni fa stava entrando nel Cda del Milan con una percentuale che non lo avrebbe portato alla maggioranza. Avrebbe investito 350-400 milioni di euro. L’affare saltò e Squinzi conquistò la serie A con il Sassuolo. Da tre mesi è tornato alla carica. I suoi commercialisti e fiscalisti starebbero studiando la situazione di bilancio. Tra domanda e offerta ballerebbero ancora 250 milioni di euro e la possibilità di far restare Berlusconi Presidente Onorario. La famiglia spinge per la cessione, il Cavaliere vorrebbe tenere ancora duro ma forse stavolta rischia di dover dare ascolto ai figli. Il Lodo Mondadori pesa ancora come un macigno sulle casse Fininvest (addirittura De Benedetti adesso ne vorrebbe altri 30 di milioni di euro dal suo Bancomat preferito, sito in Arcore). Il calcio è da sempre un investimento a perdere (bilancio degli ultimi 5 anni in perdita) e il fattore emotivo legato allo sport per avere consensi in politica potrebbe non servire più. Berlusconi è il Milan, i tifosi devono a tutta la famiglia un miliardo di preghiere al mese. Quello che ha fatto Berlusconi, con Galliani, in 27 anni non lo ha fatto nessuno. E’ anche vero che il tempo passa e le priorità cambiano. Al Milan sarebbe interessata solo la figlia Barbara ma i conti vengono prima di tutto. Marina lo sa bene e andare avanti, tanto per tirare con una squadra non all’altezza della tradizione non avrebbe senso. Anzi, rischierebbe di compromettere una storia fatta di gloria, passione e vittorie. Il giocattolo Milan è perfetto; ha solo le pile un pò scariche ma forse il caricabatterie lo porterà qualcuno da fuori. Squinzi è il numero 1 di Confindustria, nel calcio ha fatto fatica fino allo scorso anno ma adesso sembra averci preso gusto. Vuole fare l’investimento nel momento migliore. La priorità sarebbe spendere il giusto perchè il parco calciatori del Milan di oggi non fa lievitare il prezzo di vendita. La trattativa è solo agli inizi, ne sentiremo parlare per smentite di rito o rinvii programmati. L’obiettivo del Gruppo Mapei è di entrare in possesso del 100% delle quote del Milan in 2 anni. Non sarà un processo rapido come Thohir all’Inter. Tra Squinzi e Berlusconi ci sono mille interessi imprenditoriali e lavorativi. Mister Mapei avrebbe intenzione di quotare la società in borsa e vorrebbe costruire uno stadio del Milan fuori Milano; con Maroni si sono fatti avanti alcuni esponenti di spicco del Gruppo Squinzi. A Sassuolo ha fatto i miracoli portando in serie A una squadra senza stadio e tifosi. La trattativa starebbe per decollare, forse l’interesse comune, questa volta, sarebbe quello di chiudere sul serio. Una cosa è certa: non riusciamo ad immaginare un Milan senza Berlusconi. Ma è anche vero che non immaginavamo un’Inter senza Moratti…

Fonte: di Michele Criscitiello per Tuttomercatoweb.com

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