CRONACA DI ROMA – Dal campo rom al posto fisso

CRONACA DI ROMA – Dal campo rom al posto fisso

Dal campo rom al posto fisso: “L’inclusione lavorativa è possibile” „ Prima la formazione, poi il tirocinio, poi l’assunzione a tempo indeterminato. Un traguardo difficile per tutti, visti i tempi di crisi, ma quasi impossibile per chi vive ai margini del tessuto sociale. E invece stavolta a poter vantare un…

di redazionecittaceleste

Dal campo rom al posto fisso: “L’inclusione lavorativa è possibile”

Prima la formazione, poi il tirocinio, poi l’assunzione a tempo indeterminato. Un traguardo difficile per tutti, visti i tempi di crisi, ma quasi impossibile per chi vive ai margini del tessuto sociale. E invece stavolta a poter vantare un posto di lavoro fisso sono due donne di origine rom. “Due storie importanti di inclusione sociale” per dirla con l’assessore alle Politiche Sociali, Rita Cutini, che racconta “con soddisfazione” l’esperienza delle due protagoniste, abitanti nel campo di via dei Gordiani, al Prenestino. 

A guidare le donne nell’iter lavorativo la cooperativa Ermes, impegnata da diversi anni nell’ambito di progetti per l’integrazione sociale, con interventi rivolti a categorie deboli o a rischio, migranti e rom. “Sono i Servizi Sociali del Municipio che ci segnalano le persone da avviare a percorsi di questo tipo” ci spiega Salvatore, operatore della Ermes. 

“Si comincia con una fase formativa che chiamiamo ‘formazione on the job’, durante la quale si svolgono colloqui, incontri di orientamento e percorsi di qualificazione per l’utente, poi si passa alla fase di incontro con le aziende e al tirocinio, che può anche essere retribuito”. Nel caso delle due rom di Gordiani si è andati anche oltre. “E’ stato un successo perché l’azienda (di ristorazione, ndr) ha apprezzato molto il lavoro che hanno svolto e ha deciso di assumerle all’interno dell’organico, prima con un periodo di prova, poi con un contratto a tempo indeterminato”. 

E il progetto non riguarda solo i rom, è aperto a tutte le fasce sociali svantaggiate. “Le due donne – sottolinea l’assessore Cutini – hanno potuto usufruire di un servizio che il Municipio eroga a favore di tutti i residenti e non di un intervento specificatamente indirizzato alle comunità Rom”. Non esclusivo quindi, non “per rom”, ma inclusivo dei rom nel contesto urbano. Un aspetto che dalla stessa cooperativa Ermes ci tengono a sottolineare: “Il  progetto punta al superamento di forme di assistenzialismo una tantum, che non portano a una vera integrazione. L’obiettivo è dare la possibilità a persone in difficoltà di poter contare su una sussitenza autonoma”.   

“Si tratta di esperienze poco note che vanno raccontate” dichiara l’assessore Cutini, che in tempi di attacchi alla politiche di gestione dei rom messe in campo da Marino, accusato da più parte di non aver fatto altro che dare continuità alla linea degli sgomberi targata Alemanno, ci tiene a sottolineare come esempi di inclusione sociale positiva esistano e rappresentino primi passi “verso il superamento della logica del campo auspicato dalla Strategia Nazionale”. (RomaToday.it)


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