Focus – Il peccato di Seedorf è… la superbia!

Focus – Il peccato di Seedorf è… la superbia!

Secondo la Chiesa, il peggiore dei sette vizi capitali è la superbia, poiché con questo sentimento si tenderebbe a mettersi sullo stesso livello di Dio, considerarlo quindi inferiore a come dovrebbe essere considerato. Superbia, superbia maledetta, quella che ha accompagnato il Milan di Clarence Seedorf ieri sera, una somiglianza solo…

Secondo la Chiesa, il peggiore dei sette vizi capitali è la superbia, poiché con questo sentimento si tenderebbe a mettersi sullo stesso livello di Dio, considerarlo quindi inferiore a come dovrebbe essere considerato.

Superbia, superbia maledetta, quella che ha accompagnato il Milan di Clarence Seedorf ieri sera, una somiglianza solo di modulo, ma poi il nulla. Eppure, tutto lasciava presagire il meglio, una magia da parte del nuovo Taarabt, poi solo tanto, troppo Napoli.

Speculari a Benitez, di nome, ma non di fatto, di arroganza, ma non di sostanza. Un Diavolo che commette l’errore di sentirsi già grande, o magari preparato, senza studiare, o perlomeno sbagliare. Errare è umano, perseverare è diabolico, per non parlare del crederci fino in fondo, la convinzione è deleteria, oltrepassato un certo punto.

Dieci occasioni da gol a cinque, una difesa impresentabile, che ha facilitato e non poco, il già ottimo compito, svolto da Higuain e compagni, il tutto condito da un centrocampo senza filtro, e da qualche occasione buttata alle ortiche. E dire che sul provvisorio risultato di 2 a 1, qualche segnale di risveglio, sembrava palesarsi, non si sa se voluto, o figlio dell’orgoglio, ma è altrettanto vero ed onesto, ammettere che il pareggio della prima frazione, fosse bugiardo a dir poco.

La partita di ieri, è risultata sbagliata, fin dalla preparazione temo. Forse sarebbe stato meglio coprirsi con il senno di poi, ma magari avremmo perso ugualmente, chi lo sa, dopotutto è facile parlare o scrivere, seduti qui sulla tastiera. Clarence Seedorf ha avuto coraggio, o se vogliamo l’irriverenza dei novelli, sopratutto difronte all’esperto Rafa Benitez, uno che ci ha sempre fatto soffrire, anche nella bellissima serata ateniese.

Il Napoli ha corso a velocità doppia, mentre noi abbiamo rincorso, oltretutto male, risultando sfilacciati, e facilmente vulnerabili, come dimostrano gli innumerevoli tiri da fuori, come i tanti corner  a sfavore. Come voler sfidare sul rettilineo una Ferrari, disponendo di una Fiat 500!

La differenza, si è vista tutta, purtroppo in maniera grossolana. La superbia del Milan è arrivata a Napoli con il cavallo del rinnovato entusiasmo, ed è tornata con le ossa rotte. Dopotutto, per crescere, servono anche le botte. (ilveromilanista.it)

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