GAZZETTA – Balotelli piange: voleva un gol per Pia.

GAZZETTA – Balotelli piange: voleva un gol per Pia.

Vedi Napoli e poi piangi. Finisce sempre così per Mario Balotelli. Solo che di solito le “lacreme napulitane” sono soltanto virtuali, frutto di delusioni sul campo. Ha giocato quattro volte al San Paolo e ha sempre perso, due volte con l’Inter e una col City prima di stasera. E all’andata…

Vedi Napoli e poi piangi. Finisce sempre così per Mario Balotelli. Solo che di solito le “lacreme napulitane” sono soltanto virtuali, frutto di delusioni sul campo. Ha giocato quattro volte al San Paolo e ha sempre perso, due volte con l’Inter e una col City prima di stasera. E all’andata a San Siro, contro gli azzurri, ha sbagliato il primo rigore della sua carriera da professionista. Stavolta il pianto è reale e va in onda in mondovisione: accade poco dopo la sostituzione, sul risultato di 2-1 per i partenopei a un quarto d’ora dalla fine. Mario ha giocato male, Seedorf lo cambia con Pazzini e lui esplode. Niente rabbia. Solo tanta delusione. E soprattutto tantissimo stress.

 

 

DIETRO IL PIANTO  — Possibile che Mario Balotelli abbia pianto per il rammarico di non aver offerto il suo contributo al Milan? O per la prima sostituzione dell’era Seedorf? Improbabile. “Sta vivendo un momento particolare, come no ho vissuti anch’io – ha provato a minimizzare Clarence – Non è la prima volta che vedo piangere un giocatore”. La verità è che per Mario non è stata una settimana normale: due giorni fa ha riconosciuto via Twitter di essere il padre di Pia, la bimba nata il 5 dicembre 2012 dalla relazione con Raffaella Fico, showgirl napoletana. E così la deduzione appare scontata: Mario avrebbe voluto dedicare un gol alla figlia, nella città dove la bimba vive e sta crescendo. Non ci è riuscito ed è scoppiato in lacrime.

 

TAARABT — Il pianto di Balotelli e la netta sconfitta subita dal Milan (3-1 per il Napoli è il risultato finale) fanno passare in secondo piano la buona prova di Adel Taarabt. Era all’esordio in rossonero e ha segnato subito un gol, inutile ma molto bello, che ha sbloccato il risultato. Poi ha provocato l’ammonizione di Inler, si è messo in luce con un altro paio di giocate in velocità sempre partendo dalla sinistra e accentrandosi, e si è reso ancora pericoloso al tiro sul 2-1. In un Milan senza Kakà e Montolivo (e senza Honda), con Essien e De Jong in mediana per la prima volta insieme, non era facile inserirsi con tanta velocità. L’ha fatto e a prima vista sembra già da Milan. Sottolineare il “sembra” è doveroso, perché il suo talento era noto, ma è nota anche la sua discontinuità. Ma almeno c’è una nota lieta in una notte di pianti.
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