Grande Milan. Honda: il pericolo flop è concreto

Grande Milan. Honda: il pericolo flop è concreto

Le luci di San Siro si sono spente e la Juventus è tornata verso Torino con i tre punti che, probabilmente, mettono una grossa pietra sullo scudetto. Il Milan ha fatto un’ottima partita, la terza consecutiva se si considerano le prestazioni con Atletico Madrid e Sampdoria. Un primo tempo importante,…

Le luci di San Siro si sono spente e la Juventus è tornata verso Torino con i tre punti che, probabilmente, mettono una grossa pietra sullo scudetto. Il Milan ha fatto un’ottima partita, la terza consecutiva se si considerano le prestazioni con Atletico Madrid e Sampdoria. Un primo tempo importante, da grande squadra, che ha messo a nudo i difetti della Juventus ed ha sfiorato il vantaggio in almeno quattro occasioni. In questi match gli errori si pagano a caro prezzo e il gol di Llorente è suonato come una punizione troppo severa per quello che si era visto in campo. Ma il calcio è così, si basa sulla dura legge del gol e chi segna ha sempre e vince ha sempre ragione. Il Milan deve essere più concreto e, allo stesso tempo, anche più preciso perché Pazzini non ha avuto una palla pulita da poter calciare o colpire verso la porta di Buffon. La stagione ormai è da considerarsi come un lungo warm up verso la prossima. Un grande laboratorio nel quale cercare di trovare la giusta chimica per un gruppo che ha già fatto passi in avanti molto importanti. Ma per il salto di qualità serviranno anche innesti giusti in ruoli importanti e delicati.

 

 

Clarence Seedorf. Proprio in questo laboratorio, dovrà studiare una formula che preveda Pazzini e Balotelli insieme. Nel 4-2-3-1 che è il nuovo dogma rossonero, il Pazzo è fondamentale. Fa un lavoro pazzesco e utilissimo, tenendo basse le difese, spizzando tutti i palloni di testa e mettendo in difficoltà, anche singolarmente, chi va nel corpo a corpo con lui. Insomma, per il numero 11 rossonero, la maglia di puntero titolare sembra essere una certezza per lui. Lo stesso Balotelli, in più occasioni, ha ribadito di trovarsi bene quando gioca in tandem con Pazzini perché è più libero di svariare e d’essere più libero, anche per trovare soluzioni importanti dal punto di vista balistico. Chi dovrebbe saltare per fargli spazio, eventualmente, in questo sistema iper offensivo? Probabilmente Kakà perché Taarabt è l’unico che salta l’uomo con facilità e Poli regala quantità e qualità.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Se la squadra cresce, ci sono dei singoli che sono ancora indietro  a livello sia fisico sia d’integrazione. L’esempio lampante è Keisuke Honda. Il suo arrivo, benedetto dall’area del marketing per lo sviluppo del marchio e del merchandising in Giappone, in campo non girà. Nelle gerarchie di Seedorf, il nipponico è dietro a Kakà e Saponara e la motivazione  che sia indietro di condizione inizia a non reggere più. Anche contro la Juventus è risultato impreciso e poco convinto anche nei suoi punti forti che sono, in teoria, i calci da fermo. Lieto d’essere smentito, ma la sensazione è che non sia tutto questo gran giocatore che era stato dipinto. (Milannews.it)

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