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Ibra e il doloroso addio. Il Pallone d’Oro rimane (ancora) un sogno

Ibra e il doloroso addio. Il Pallone d’Oro rimane (ancora) un sogno

Non c’è solo la Champions nella vita di un calciatore. Ma se il Mondiale non lo potrai mai vincere e vari campionati li hai già dominati da protagonista, allora la Coppa dalle Grandi Orecchie rappresenta il passe-partout per diventare quella star globale che, in realtà, Zlatan Ibrahimovic è già. L’attaccante…

di redazionecittaceleste

Non c’è solo la Champions nella vita di un calciatore. Ma se il Mondiale non lo potrai mai vincere e vari campionati li hai già dominati da protagonista, allora la Coppa dalle Grandi Orecchie rappresenta il passe-partout per diventare quella star globale che, in realtà, Zlatan Ibrahimovic è già. L’attaccante svedese, obiettivamente, non potrà mai vincere la Coppa del Mondo – magari l’europeo, ma sarebbe un rivedere la Grecia del 2004 o la Danimarca del 1992, complicato anche pensarlo nel 2016 – e la Champions era quell’obiettivo che poteva davvero dare un senso al resto della stagione. Perché il Paris Saint Germain è primo in classifica, e lo rimarrà, nella Ligue 1. Ibrahimovic vincerà la classifica cannonieri, ai Mondiali non andrà e non potrà migliorare il proprio ranking virtuale nella classifica del pallone d’oro. Così, sul tiro sporcato di Azpilicueta, è l’outsider, l’underdog, a cambiare il risultato di tutto quanto. Demba Ba anticipa il diretto avversario, spedisce la palla sotto la traversa e riscatta una partita altresì inguardabile.

 

Verrebbe da dire che è il cul di Mou, per mutuare un classico detto che era stato più volte adattato a Alberto Zaccheroni, perché fino all’ottantaseiesimo l’ex Newcastle era stato un fattore per la difesa del PSG, comunque sollecitata dalle conclusioni di Schurrle e Oscar, entrambe infrante sulla traversa. Alla fine passa il Chelsea che, nel ritorno, è sembrato più voglioso di vincere, al netto di un paio di incursioni di Cavani che probabilmente avrebbero meritato miglior fortuna. Così capita che fra due squadre molto simili vinca quella che riesce a pescare il jolly dalla panchina, tra il tedesco (entrato al posto di Hazard) e Ba. Resta il rimpianto per Laurent Blanc, qualificato fino a quattro minuti dalla fine e poi costretto ad abdicare. E Re Zlatan non potrà lasciare la sua impronta nemmeno per questa stagione. (Tmw)

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