Il popolo del Milan ha cambiato idea. Pirlo non è più un ex beniamino, merita solo fischi.

Il popolo del Milan ha cambiato idea. Pirlo non è più un ex beniamino, merita solo fischi.

Sono quasi passate tre stagioni da quando Andrea Pirlo ha lasciato il Milan. Molti tifosi ricorderanno il 30 Giugno 2011, a quella data la dirigenza rossonera aveva stabilito la scadenza di contratto di molti “senatori, tra cui Ambrosini, Nesta, Seedorf, Pirlo ed Inzaghi. Solo uno non rinnovò, Andrea Pirlo, che…

Sono quasi passate  tre stagioni da quando Andrea Pirlo ha lasciato il Milan. Molti tifosi ricorderanno il 30 Giugno 2011, a quella data la dirigenza rossonera aveva stabilito la scadenza di contratto di molti “senatori, tra cui Ambrosini, Nesta, Seedorf, Pirlo ed Inzaghi. Solo uno non rinnovò, Andrea Pirlo, che lasciò in lacrime in Milan per approdare sulle sponde bianconere: “Sono stati dieci anni indimenticabili. E’ un divorzio consensuale con il Milan”.

La vicenda suscitò molte polemiche e malumori nel popolo rossonero. Alcuni se la presero con la società per non aver fatto niente per convincerlo a restare, considerando inammissibile la cessione di uno dei loro beniamini ai rivali bianconeri. Altri considerarono Pirlo il solo responsabile del mancato rinnovo, definendolo un mercenario che aveva lasciato il Milan solo per una questione economica. Comune denominatore: i tifosi non gradirono la cessione. Il regista al Milan lasciò tanti amici e ricordi, struggente il suo ultimo saluto ai compagni a Milanello, toccanti le parole di Inzaghi: “Quello che ha dato Andrea lo sanno tutti, mancherà a tutti però la vita è fatta così.”

Quella tra Pirlo e i tifosi del Milan sembrava una storia d’amore destinata a non finire mai, nonostante le riserve nei confronti suoi e della società, gli riconoscevano l’indiscusso contributo dato alla squadra in dieci anni.

Le cose non sono andate proprio così, ai tifosi rossoneri non sono piaciute le rivelazioni fatte da Andrea nella sua autobiografia scritta con Alessandro Alciato, giornalista di Sky Sport: “Penso quindi gioco”. In queste pagine Pirlo si toglie non solo la maschera, ma anche qualche rospo di troppo ingoiato. Si legge di un Pirlo che di nascosto dal Milan, in un angolo del Camp Nou, aveva trattato con Guardiola il suo passaggio al Barcellona e aveva detto sì al Real Madrid di Capello, prima che Galliani lo stoppasse con una contratto in bianco di 5 anni. Le sue parole in merito alla vicenda: « [..] Se ti chiedono se è vero che avevi praticamente firmato per il Madrid, devi rispondere nascondendoti dietro a frasi fatte e finte, già sentite, recitare uno scialbo copione studiato da uffici stampa privi di guizzo e di talento: “Non è vero, sto bene al Milan”. Ma v***. Peccato sia finita così, al Real ci sarei andato di corsa. Ha più fascino del Milan, più futuro, più appeal, più tutto, incute timore negli avversari a prescindere. Comunque, al termine di quella stagione mi sono consolato vincendo la Champions League. Poteva andare molto peggio. Capello e Baldini non erano esattamente felici quando Tullio (Tinti, l’agente, ndr) ha comunicato che non sarei emigrato ».

Pirlo arriva a Torino con la voglia di dimostrare di essere ancora un grande giocatore, come lui stesso ha detto: “Al Milan qualcuno mi considerava bollito, io non mi sono mai sentito vecchio.” Ed ecco che ci ricolleghiamo all’altro motivo della rottura con i tifosi rossoneri, forse non solo risentimento per le sue dichiarazioni, ma semplicemente rimpianto e invidia, perché Pirlo non aveva mai smesso di essere un grande. È in gran parte suo il merito dei successi bianconeri, uno che detta il gioco alla squadra, che passa sempre la palla sui piedi ai suoi compagni, che segna 8 volte su 10 su punizione, fa la differenza in campo.

Alla luce di questo, il popolo rossonero ha cambiato idea su di lui. Andrea Pirlo è stato fischiato sonoramente nella partita di domenica sera dai tifosi del Milan.

Dopo la riconoscenza che era stata giustamente tributata al regista della Nazionale nella prima annata alla Juve, la curva milanista è tornata indietro sui suoi passi e non ha perso l’occasione per punzecchiarlo dagli spalti. (TMW)

Pirlo non è più gradito a San Siro. I milanisti non hanno perso la memoria, ricordano perfettamente le sue gesta in rossonero, ma ancora di più sanno che ormai rappresenta l’arma in più della Juve. Più passa il tempo, più questo diventa il boccone amaro che non riescono a digerire. (TMW)

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