“Incinta di 3 gemelli per un preservativo difettoso”, maxi risarcimento a una pescarese

“Incinta di 3 gemelli per un preservativo difettoso”, maxi risarcimento a una pescarese

PESCARA. Una donna di Pescara di 40 anni resta incinta di tre gemelli a causa di un preservativo difettoso e per questo «contrattempo» riesce a ottenere dalla ditta produttrice del profilattico un risarcimento di 500mila euro. E’ questa, in sintesi, la storia che viene fuori da un comunicato giunto in…

PESCARA. Una donna di Pescara di 40 anni resta incinta di tre gemelli a causa di un preservativo difettoso e per questo «contrattempo» riesce a ottenere dalla ditta produttrice del profilattico un risarcimento di 500mila euro.

E’ questa, in sintesi, la storia che viene fuori da un comunicato giunto in redazione con questo mittente: Fnc, Fondazione nazionale consumatori, un’associazione che ha un suo sito internet all’indirizzo www.fondazionenazionaleconsumatori.it dal quale risulta anche la sua sede legale: via Edoardo Bassini, 40 a Milano. Abbiamo contattato telefonicamente l’associazione cercando di capirne di più, ma in sede c’era solo una centralinista che non è stata in grado di farlo. Ecco, comunque, il testo del comunicato, dal quale, per ragioni di tutela della riservatezza e per prudenza, omettiamo il nome della donna e quello della ditta produttrice del preservativo.

 

«Circa sei mesi fa la signora è rimasta incinta “per colpa” di un preservativo della (…) acquistato in una farmacia di Pescara. Il preservativo risultato “difettoso” (a seguito di una perizia giurata di laboratorio) ha causato una gravidanza non desiderosa della giovane abruzzese, peraltro disoccupata e madre già di tre figli, la quale però non ha voluto interrompere la gravidanza per motivi morali e religiosi. Ancora dall’esame ecografico e ginecologico la nostra consociata è risultata essere incinta di ben tre embrioni. Abbiamo inoltrato una richiesta risarcitoria alla nota casa farmaceutica spagnola chiedendo un risarcimento di un milione di euro.

Ieri è stato firmato a (…) sede della Società distributrici (sic) per l’Italia dei prodotti (…), l’accordo transattivo con la società interessata che prevede la corresponsione alla danneggiata di una somma totale a saldo e stralcio dell’insorgenda vertenza di 500mila euro». (ilcentro.gelocal.it)

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