Inzaghi: “In Europa il Milan farà valere il suo dna”

Inzaghi: “In Europa il Milan farà valere il suo dna”

Con la vittoria di ieri contro l’Anderlecht, il Milan Primavera si è aggiudicato per la nona volta nella sua storia il Trofeo di Viareggio. Si tratta, inoltre, del primo titolo conquistato da allenatore di Filippo Inzaghiche, così come da giocatore, non stecca il grande appuntamento anche solo sedendo in panchina.Il…

Con la vittoria di ieri contro l’Anderlecht, il Milan Primavera si è aggiudicato per la nona volta nella sua storia il Trofeo di Viareggio. Si tratta, inoltre, del primo titolo conquistato da allenatore di Filippo Inzaghiche, così come da giocatore, non stecca il grande appuntamento anche solo sedendo in panchina.

Il tecnico, intercettato dai microfoni di ‘Tutti Convocati’ su ‘Radio24‘, ha spiegato la sua strategia annunciando dei festeggiamenti prima del fischio d’inizio del match di Champions League della prima squadra: “Cerco di disporre i giocatori facendoli rendere al meglio. Ho giocato spesso con il 4-3-3, poi a Viareggio sono andato senza ali ed ho ripristinato il rombo. Non mi fisso su un solo sistema. A San Siro il dna del Milan in Champions può essere fatto valere anche se l’Atletico è una buona squadra. Prima della partita faremo il giro di campo con il trofeo, speriamo di portare buone vibrazioni”.

Inzaghi riserva delle considerazioni anche al popolo rossonero: “Non ho bisogno di dimostrazioni d’affetto dalla gente, perchè ho sempre saputo il loro attaccamento. La presenza ieri della curva è stata un bel gesto, non capita spesso, forse i tifosi hanno visto in noi un gruppo con fame e voglia”.

Quindi si sofferma su Mario Balotelli e sui giovani in generale: “Lasciamo tranquillo Balotelli, ognuno deve essere se stesso, è come se io volessi copiare altri allenatori. A me piace parlare poco, non mi va di entrare in certe questioni, il lavoro e la costanza pagano sempre e io mi mantengo fedele a certi principi. Bisogna usare carota e bastone, ma alleno giovani, è diverso. Durante i festeggiamenti ero uno di loro, ma ci sono altri momenti in cui bisogna stare seri”.

Infine SuperPippo lascia spazio ad una dedica speciale e ad una curiosità di carattere culinario: “Ringrazio i miei genitori per avermi fatto studiare, lo ricordo sempre ai miei ragazzi, uno su tanti farà carriera. Gli altri devono avere un’opportunità fuori dal calcio. La bresaola? Sì la mangiavo da giocatore… adesso sono molto meno ligio”.

(fonte:goal.com)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy