Kaka: “Mi vedo negli USA”

Kaka: “Mi vedo negli USA”

Traguardo importante per Ricardo Kakà, che questa sera toccherà quota 300 con la maglia del Milan. Il brasiliano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando di tutto, dall’accoglienza ricevuta questa estate al suo futuro, ancora incerto: “L’accoglienza è stata più calorosa di quello che potessi pensare -…

di redazionecittaceleste

Traguardo importante per Ricardo Kakà, che questa sera toccherà quota 300 con la maglia del Milan. Il brasiliano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando di tutto, dall’accoglienza ricevuta questa estate al suo futuro, ancora incerto: “L’accoglienza è stata più calorosa di quello che potessi pensare – ha dichiarato il ventidue rossonero – mentre la stagione non è andata come mi aspettavo. Io però vedo le crisi come possibili momenti di crescita. Ricordiamoci che tutte le grandi squadre hanno avuto i loro problemi. Sono cicli, fanno parte del calcio e della vita. In nessun momento mi sono pentito di essere tornato. La mia è stata una scelta molto decisa e ne sono felice”. Un Kakà diverso rispetto a qualche anno fa, ma ancora decisivo e in grado di dare un grande contributo alla squadra: “Ora sono più esperto, più maturo. L’esperienza di Madrid è stata devastante ma comunque fondamentale per la mia vita. Sono stati quattro anni difficili, sono sopravvissuto”. L’avventura al Real è stata deludente, con Ricky escluso, o meglio, poco coinvolto nel progetto di José Mourinho: “Ho cercato di convincerlo che ero importante per la squadra ma mi ha sfruttato poco. Io però ho sempre rispettato le sue decisioni e ancora oggi ogni tanto ci sentiamo. Non sono arrivato a Madrid già rotto. Nel 2009 ho giocato la Confederations Cup con il Brasile e sono stato il giocatore migliore. Dopo quattro mesi però mi sono ritrovato con la pubalgia, che per un calciatore è il peggiore dei problemi”. Il Milan attuale è diverso da quello che aveva lasciato, anche se qualcosa è rimasta: “Si sente la storia. L’affetto della gente dà l’importanza del Milan. Più gente vuole bene al Milan e meglio si esce da questa situazione. La mia storia nel calcio e in questo club è stata molto più bella di quanto pensassi, ho realizzato tanti sogni. Chi del Milan di oggi sarebbe stato titolare nel mio primo Milan? Domanda difficile. Sono momenti diversi, situazioni diverse. Si parla anche di Clarence Seedorf: “Non riuscivo a chiamarlo mister… Solo Clarence…Situazione divertente. Non mi pare che parli molto. Per lui questo è l’inizio e fino a quando non riuscirà a mettere in pratica le sue idee per forza di cose deve spiegarcele. Se gli ho dato dei consigli? Non mi piace prendere l’iniziativa, io non sono fatto così. Però se lui me lo chiede… Credo che Clarence non si aspettasse di trovarsi in una situazione così difficile”. Come detto, il futuro di Kakà è tutto da scrivere e non è detto che sia ancora in rossonero: “Un giorno mi piacerebbe giocare in America. Vediamo. Al termine del campionato vorrei parlare con Galliani, non solo per una questione di bonus e di soldi. Ormai i soldi non sono la cosa principale per me, credo che questo si sia compreso. Voglio capire quali sono le idee sue e della società. Comunque se devo cambiare, sarà America”. Ricardo, però, precisa: “300 partite e poi addio? Non ho detto questo”. (Milannews.it)

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