L’ANNUNCIO – “Abbiamo informazioni su possibili minacce alla sicurezza per la visita del Papa”

L’ANNUNCIO – “Abbiamo informazioni su possibili minacce alla sicurezza per la visita del Papa”

Tra circa un mese, il 6 giugno, Papa Francesco sarà nella capitale bosniaca di Sarajevo per un ciclo di cinque discorsi da concludere in giornata. Al centro del viaggio ci saranno incontri istituzionali, pastorali e di tipo ecumenico ed interreligioso. Lo scorso febbraio, Bergoglio incitò la preghiera dei fedeli per…

Tra circa un mese, il 6 giugno, Papa Francesco sarà nella capitale bosniaca di Sarajevo per un ciclo di cinque discorsi da concludere in giornata. Al centro del viaggio ci saranno incontri istituzionali, pastorali e di tipo ecumenico ed interreligioso. Lo scorso febbraio, Bergoglio incitò la preghiera dei fedeli per la buona riuscita di questa sua “missione” volta al consolidamento di “pace e fraternità” in una realtà che, oltre a rappresentare un laboratorio di coesistenza tra fedi diverse, cerca ancora faticosamente una rinascita dalle ceneri della sanguinosa guerra che l’ha devastata negli anni Novanta.

Il Papa celebrerà la messa nella stadio Kosevo con la comunità cattolica e i fedeli giunti da tutto il Paese. Nel pomeriggio, dopo l’incontro e il pranzo nella Nunziatura apostolica con i vescovi della Bosnia ed Erzegovina, Francesco parlerà in cattedrale al clero, ai religiosi e ai seminaristi; poi presiederà un incontro ecumenico con i leader delle altre fedi religiose nel Centro internazionale studentesco francescano. Infine saluterà le nuove generazioni nel Centro diocesano giovanile, prima della cerimonia di congedo all’aeroporto e la partenza per Roma.

Questa trasferta di Francesco, però, si preannuncia più delicata dell’immaginabile, almeno stando alle parole del ministro dell’Interno Dragan Lukac che mettono in guardia sull’alta presenza di estremisti islamici in Bosnia. “Abbiamo informazioni su possibili minacce alla sicurezza per la visita del Papa a Sarajevo – ha rivelato il ministro -; il rischio maggiore è rappresentato dai foreign fighters, si conoscono nomi e cognomi di 160 jihadisti, ma secondo le nostre informazioni sono più di 350, compresi i bosniaci che vivono nelle comunità dell’Europa occidentale”. Anche in rete sono stati segnalati alcuni messaggi poco rassicuranti: “Il Papa non ha motivo di venire a Sarajevo”.

CM (direttanews.it)

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