L’arroganza e le bugie di Lotito, la lezione della D’Amico…

L’arroganza e le bugie di Lotito, la lezione della D’Amico…

Da sslaziofans.it Avere le “palle” non è una prerogativa maschile, anzi. Può sembrare banale come concetto, ma ieri nel dopo-partita di Lazio-Roma abbiamo avuto la dimostrazione che non basta avere gli attributi fisici che ti ha donato madre natura per dimostrare di avere una dignità e il coraggio per tener…

Da sslaziofans.it

Avere le “palle” non è una prerogativa maschile, anzi. Può sembrare banale come concetto, ma ieri nel dopo-partita di Lazio-Roma abbiamo avuto la dimostrazione che non basta avere gli attributi fisici che ti ha donato madre natura per dimostrare di avere una dignità e il coraggio per tener testa a chi cerca, con l’arroganza e l’aggressione verbale, di avere sempre ragione. E non è la prima volta.

Sparito per settimane (come da prassi consolidata) quando le cose andavano male, Claudio Lotito ieri è ricomparso ai microfoni di SKY per dare “lezioni di gestione societaria” e per attaccare chi osa contestare. Il solito show, con Massimo Mauro nel ruolo del cortigiano di turno, capace di definire “magistrale” la cessione di Hernanes (soldi incassati e non reinvestititi, con conseguente indebolimento della rosa…) e una “straordinaria intuizione” il licenziamento di Petkovic, come se ad assumere e confermare il tecnico di Sarajevo fossero stati i giornalisti o i tifosi, non chi guida la società. Galvanizzato dal servilismo dello “studio”, Lotito si è caricato e come al suo solito ha tracimato, definendo sciocchezze le cose scritte nelle ultime settimane su una Lazio ridimensionata, dribblando l’unica domanda decente (“ma quali sono gli obiettivi della Lazio?”) con il solito banale “abbiamo una squadra che ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti”, per poi affondare il colpo quando Marchegiani gli fa notare che la macchia è il fatto che molti giocatori rifiutano la Lazio. Apriti cielo, toccato sul dente che duole, Lotito ha minacciato nuovamente querele per chi ha scritto queste cose inventate dai giornalisti, ma a quel punto l’unica persona con le palle in studio, Ilaria D’Amico, si è ribellata e l’ha stoppato: “Presidente, non sono balle, l’ha detto il suo allenatore in conferenza stampa e poi lo ha confermato il giorno dopo ai nostri microfoni, facendo anche i nomi dei giocatori contattati che avevano rifiutato la Lazio. Ha detto che non erano dieci come aveva affermato il giorno prima, ma sei”. Qualche secondo di gelo, poi il tentativo di Lotito di smentire le affermazioni della D’Amico, fino ad arrivare a smentire anche Reja, nel tentativo di zittire l’interlocutrice, ma senza risultato, anzi, rimediando l’ennesima figuraccia. “Se lei e il suo allenatore non vi parlate, il problema non è nostro. Lui dice una cosa lei ne dice un’altra, ma Reja quelle cose le ha dette”.  E come Lotito ha provato a ripartire, lei lo ha stoppato immediatamente chiudendo il collegamento.

Una cosa mai vista in quasi dieci anni di interviste compiacenti, di conferenze stampa in cui i giornalisti presenti si sono presi attacchi e insulti di ogni genere senza replicare, a volta addirittura riudendo compiaciuti per l’attacco a qualche collega non amico o a qualche testata concorrente. Zero “palle”, niente a che vedere con il modo in cui la D’Amico ha tenuto testa ieri a Lotito smentendo in diretta le sue bugie, come aveva “osato” fare qualche mese fa Francesca De Simone, giornalista dell’emittente “LiraTV” di Salerno.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=udQNRbcAhhc

Insomma, ci sono volute due donne per dimostrare come si deve affrontare questo personaggio, per far capire che cosa vuol dire fare veramente i giornalisti e cosa significa in realtà “avere gli attributi”. La D’Amico e la De Simone hanno mostrato il vero volto di Lotito, mettendo a nudo le bugie del “re”, che in un caso è stato zittito e nell’altro è scappato. E, forse, non è un caso se entrambe le colleghe in questione sono tifose o comunque simpatizzanti della squadra di cui è presidente o proprietario Lotito. Perché la De Simone è tifosa della Salernitana e la D’Amico (con quel cognome non poteva essere altrimenti…) ha sempre dichiarato con orgoglio di essere laziale. E ha dimostrato a più riprese di non sopportare né Lotito né la sua arroganza. E se lo hanno fatto loro, allora significa che SI PUO’ FARE… (sslaziofans.it)

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