La Gazzetta dello Sport – Allegri se la ride. Non è Seedorf l’antivirus.

La Gazzetta dello Sport – Allegri se la ride. Non è Seedorf l’antivirus.

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport critica apertamente l’operato di Clarence Seedorf, che ieri sera al San Paolo ha messo in mostra tutta la sua… inesperienza da tecnico. È ufficiale – scrive la rosea – non era l’olandese l’antivirus di questo Milan. La prestazione è ancora più sconfortante del…

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport critica apertamente l’operato di Clarence Seedorf, che ieri sera al San Paolo ha messo in mostra tutta la sua… inesperienza da tecnico. È ufficiale – scrive la rosea – non era l’olandese l’antivirus di questo Milan. La prestazione è ancora più sconfortante del risultato, perché il Napoli, inutile girarci attorno, ha preso a pallate i rossoneri per novanta minuti più recupero, con 15 tiri in porta a 5. Seedorf si è presentato al match con il consueto 4-2-3-1, provando a “riequilibrare” il tutto con la sorpresa Abate (spaesato sin dal fischio d’inizio), schierato nell’insolito ruolo di trequartista destro. Poi, nella ripresa, ha provato a muovere le sue pedine, passando al 4-4-2: dentro Kakà, con De Sciglio a sinistra, Emanuelson a destra sulla linea dei centrocampisti e Abate terzino. Infine, nel finale, ancora 4-2-3-1, con Montolivo al centro. Insomma, una gran confusione… Una presunzione tattica decisamente controproducente, con l’ex numero dieci che continua a intestardirsi su un’idea che, al momento, non è praticabile. Le magagne difensive, infatti, sono figlie di un atteggiamento spregiudicato, di due mediani che non filtrano e di attaccanti/trequartisti che non coprono. Il Milan – evidenzia la Gazzetta -, già travagliato dagli scossoni tecnici e societari, avrebbe bisogno quantomeno di certezze tattiche per ritrovare serenità e provare un’improbabile scalata in classifica e non di questa “macedonia”. Per quanto carismatico, Seedorf resta un principiante della panca, che dovrà sforzarsi di contenere l’istinto di stupire, lavorando piuttosto su concetti semplici e assecondando la qualità, non certo eccelsa, della rosa a disposizione. Nel frattempo, dopo i tre risultati utili consecutivi, i rossoneri ripiombano nell’incertezza a pochi giorni dalla sfida di Champions contro l’Atletico Madrid: il morale, a quanto pare, è ancora sotto i tacchi, così come l’autostima di un gruppo fragile e incapace di scuotersi e dare una svolta alla stagione.

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