MILAN – Ecco chi parte e…

MILAN – Ecco chi parte e…

I problemi della mediana rossonera sono noti da tempo immemore, radicati in un perdurante (e a tratti incomprensibile) snobismo in sede di calciomercato. Se in difesa e in attacco si è spesso corso ai ripari in situazioni di semi-emergenza, il centrocampo ha subito un trattamento diverso… La lacuna è ormai…

I problemi della mediana rossonera sono noti da tempo immemore, radicati in un perdurante (e a tratti incomprensibile) snobismo in sede di calciomercato. Se in difesa e in attacco si è spesso corso ai ripari in situazioni di semi-emergenza, il centrocampo ha subito un trattamento diverso… La lacuna è ormai universalmente nota: il Milan ha bisogno di ricostruire il reparto intermedio e dovrà farlo prioritativamente in estate. Come muoversi? Addii, conferme e nuovi innesti, diversi dalla tipologia di “incontristi d’inserimento” dell’ultimo quinquennio.

LE PARTENZE – Escludendo gli “offensivi” Bonaventura e Suso, il Milan attualmente consta sei centrocampisti: de Jong, Essien, Montolivo, Muntari, Poli e van Ginkel. E’ probabile che le partenze siano almeno tre, visti i due contratti in scadenza (de Jong ed Essien) uniti al fine prestito di Marco van Ginkel. Difficile rinunciare all’olandese numero 34, ma ad oggi la sua permanenza non appare affatto scontata: la trattativa per il prolungamento è difficile e l’ex City potrebbe voler percorrere altre strade. Non appare scontata neanche la conferma di Muntari, sebbene il ghanese sia legato al Milan fino al 2016.

OBIETTIVI – Il Milan dovrà rivedere circa metà della sua mediana, dovendo obbligatoriamente fiondarsi su nuovi giocatori. Impossibile effettuare investimenti “monstre”, necessario evitare di affacciarsi solamente ad operazioni last-minute. I nomi di Valdifiori e Baselli, entrambi accostati a più riprese nelle ultime settimane, possono costituire una buona base per il presente e per il futuro. Non avranno sponsorizzazioni incredibili, ma i due italiani accrescerebbero la qualità del reparto senza esborsi faraonici. Meglio spostarsi su queste strade che sperare di (ri)valorizzare giocatori dal corposo curriculum ma dalle discutibili potenzialità sul terreno di gioco. (Milannews.it)

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