Luca, 41 anni, scomparso e ritrovato morto a Roma. La famiglia: “Restituiteci il corpo”

Luca, 41 anni, scomparso e ritrovato morto a Roma. La famiglia: “Restituiteci il corpo”

Sono passati due anni da quando Luca Alessandri, un imprenditore 43enne dell’Infernetto, scomparve nel nulla. Era il 7 dicembre 2011, le sue tracce si persero da un appuntamento che avrebbe dovuto avere quella mattina con un creditore. Nonostante gli appelli, i volantini diffusi ovunque dai familiari, le ricerche disperate, del…

Sono passati due anni da quando Luca Alessandri, un imprenditore 43enne dell’Infernetto, scomparve nel nulla. Era il 7 dicembre 2011, le sue tracce si persero da un appuntamento che avrebbe dovuto avere quella mattina con un creditore. 
Nonostante gli appelli, i volantini diffusi ovunque dai familiari, le ricerche disperate, del povero Luca non si seppe nulla fino al 27 ottobre dello scorso anno: quando i resti martoriati di un uomo vennero ritrovati da un passante sotto il ponticello di un canale di scolo in via Epaminonda, a pochi passi dalla casa di alloggio per anziani che il 43enne scomparso gestiva con due soci.
Oggi, dissipato ogni dubbio sulla corrispondenza tra il fatto che quel corpo è lo stesso di Alessandri, i genitori della vittima e i due fratelli aspettano ancora che gli venga restituita la salma per dargli l’estremo saluto. 

 

LA VERITÀ DA UN DENTE «All’inizio dovevamo attendere le analisi forensi, gli esami sui resti comunque danneggiati – spiega Mauro Alessandri, fratello della vittima -. Ci hanno contattato dopo svariati mesi, quattro o sei fatico anche a ricordarlo, per prelevare dei campioni del nostro dna e compararli a quello dei resti a loro disposizione. Un metodo più sicuro secondo il collegio di esperti, due medici legali ed un genetista, per stabilire l’eventuale corrispondenza. Sono stati fatti ben quattro prelievi, visti i tessuti compromessi, poi da un dente finalmente il responso». 

NEPPURE UN CERTIFICATO «Da allora, però, ciò che resta di Luca è ancora a Tor Vergata e noi familiari non abbiamo neanche un certificato che attesti la morte di mio fratello – aggiunge ancora Mauro Alessandri -. I disagi che questa situazione di incertezza ci causa sono non solo morali ma anche, purtroppo, pratici. La banca non si accontenta delle parole, c’è il mutuo sull’abitazione di Luca da pagare e la questione della casa di alloggio per anziani da risolvere. Mio fratello doveva avere circa 70mila euro dai suoi due soci, indagati insieme ad altri tre soggetti legati alla criminalità locale».  

LA PAGINA FACEBOOK Sulla pagina facebook dedicata al fratello scomparso, Mauro Alessadri pochi giorni fa ha scritto: «A tutti quelli che aspettano una lapide, un funerale, una cerimonia, posso dire solo quello che facciamo noi in famiglia quando ci sentiamo abbastanza forti. Noi andiamo lì, su quel ponticello maledetto sotto il quale i codardi assassini di Luca hanno abilmente sepolto nel fango il suo corpo. Andiamo lì e gettiamo un fiore nell’acqua, recitiamo una preghiera, oppure semplicemente stiamo in silenzio e accendiamo una candela». (Leggo.it)

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