Maria De Filippi shock: “Vivo in una scatola”

Maria De Filippi shock: “Vivo in una scatola”

Il 5 dicembre ha compiuto 52 anni, da 21 passa la maggior parte del suo tempo dentro gli studi televisivi, tra Uomini e Donne, Amici, C’è posta per te e Italia’s got talent, il tempo che dedica a Mediaset è davvero tantissimo. E’ la sua professione e non la rinnega,…

Il 5 dicembre ha compiuto 52 anni, da 21 passa la maggior parte del suo tempo dentro gli studi televisivi, tra Uomini e Donne, Amici, C’è posta per te e Italia’s got talent, il tempo che dedica a Mediaset è davvero tantissimo. E’ la sua professione e non la rinnega, ma “se devo dire che mi ha fatto umanamente bene non lo so. Trascorri il tempo in una scatola, in una dimensione alterata che ti chiude tra quattro mura e la tua vita è esattamente ciò che fai. Tutto quello che non è tv per me ha a che fare con la casa. Se mi togli dal guscio soffro, fatico e non vedo l’ora di tornare”.

Una lunga intervista quella che ha rilasciato a Il Fatto Quotidiano, dove racconta di come è partita in quinta e forse con troppa presunzione: “Gli errori che ho fatto mi sono serviti tutti. Nel ’98 ero in un momento di presunzione assoluta. Venivo dai successi di Amici e Amici di sera. Volevo fare qualcosa da sola e convinta fosse la migliore trasmissione che avessi mai ideato, inventai Missione impossibile”. Tredici per cento: “La mattina successiva alla messa in onda, controllando lo share, non ci volevo credere. Un dato inconcepibile. Un fallimento. Mi sentivo bravissima, avevo la scienza infusa e rifiutando la presenza di altri autori e quindi della discussione, toppai. Per capire che mi ero comportata da pirla ci vollero giorni. Svanita la rabbia: “Quando sbaglio – ed è capitato – me la prendo molto e sempre con me stessa per non aver saputo prevenire l’errore”

Maria De Filippi andò a parlarne ad Alberto Silvestri, padre del cantautore Daniele, dello Yuppi Du di Celentano e del Costanzo Show. Un uomo altissimo e canuto: “Feci il mio bel bagno di umiltà e ripartii”. La conduttrice ha il terrore del volo: “Credo appartenga al timore di tornare e trovare le cose irrimediabilmente cambiate, all’angoscia della perdita, al bisogno di trovarmi comunque a tre ore dal mio centro. Con gli anni invece di diminuire questo sgomento cresce e non si contiene. Dovrei andare in analisi, ma preferisco rinunciare al lettino, rimandare la gita a New York a un’altra esistenza e accontentarmi di due settimane invernali in montagna. Per come sono fatta il Trentino equivale all’Himalaya” (Leggilo.net)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy