Mario Balotelli, l’ultimo dei cedibili

Mario Balotelli, l’ultimo dei cedibili

Mario Balotelli sempre sulla cresta dell’onda. Quella del campo, o magari del mercato, il primo ad essere esaltato, ma anche ad essere ceduto, almeno stando alle ultime notizie giornalistiche. Un giocatore decisivo nel bene, come nel male, un ragazzo con la pettinatura da mohicano, ed il mondo sempre e comunque…

Mario Balotelli sempre sulla cresta dell’onda. Quella del campo, o magari del mercato, il primo ad essere esaltato, ma anche ad essere ceduto, almeno stando alle ultime notizie giornalistiche.

Un giocatore decisivo nel bene, come nel male, un ragazzo con la pettinatura da mohicano, ed il mondo sempre e comunque contro. Mario fa Mario disfa, sono tante le giornate di squalifica, così come i cartellini a sfavore, difficile calmarlo, figurarsi capirlo, perché forse non ci si sforza nemmeno di farlo fino in fondo.

Mario è il capro espiatorio da una parte, l’idolo dall’altra, il più cedibile, tra i giocatori incedibili. Un controsenso bello e buono, in linea solo con chi fa polemica, follia per la gente che ama il calcio, ma sopratutto i giocatori di talento. La scialuppa di salvataggio, ci arriva come sempre dalla matematica, lei non mente, ma si basa su cose concrete.

Trentotto partite, suggellate da ben venticinque reti a soli ventiquattro anni, sempre e solo con il quarantacinque sulle spalle. Mario Balotelli in questa speciale statistica, è il quarto attaccante nella storia rossonera, dietro al terzetto Shevchenko (31 reti in 44 partite) Altafini (32 reti in 37 partite) e dulcis in fundo Gunnar Nordhal (33 reti in 35 partite). Niente male per un giocatore appena arrivato da un anno, con ancora ampi margini di miglioramento.

Mario è una primizia, dove ogni sua giocata risulta delizia, considerato troppo spesso una croce, dalla gente con il talento inversamente proporzionale al suo. Un giocatore integro, tanto possente nel fisico, quanto delicato con la palla, il centravanti, o la seconda punta se volete, titolare della nazionale di Cesare Prandelli. Ultimo tedoforo del sacro fuoco azzurro, degno discendente dei più grandi giocatori italiani, per lui nessun traguardo, deve risultare precluso.

 

 

Personalmente è l’ultimo giocatore di cui mi priverei, e per età e per mezzi. Un giocatore completo in ogni suo fondamentale, magari acerbo caratterialmente, ma dopo tutto non si è mai visto il genio, senza la sregolatezza. Mario è ad un punto cruciale del suo percorso calcistico, nel bel mezzo di una rotonda, pronto a svoltare. Una via da imboccare che non può essere che quella giusta, altrimenti il rammarico risulterebbe lancinante.

L’ultimo step per Mario Balotelli, un giocatore del nostro presente, il giocatore per il nostro futuro, cedibile per alcuni, non certo per il sottoscritto.

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