Mauro Marin racconta l’aggressione: “È stato un regolamento di conti

Mauro Marin racconta l’aggressione: “È stato un regolamento di conti

La notizia dell’aggressione a Mauro Marin ha provocato grosso scalpore solo pochi giorni fa. L’ex gieffino aveva postato su Facebook la foto del suo occhio nero, spiegando di essere stato aggredito da un uomo sconosciuto con un accento dell’est Europa. A distanza di pochi giorni da quel momento, Marin è…

La notizia dell’aggressione a Mauro Marin ha provocato grosso scalpore solo pochi giorni fa. L’ex gieffino aveva postato su Facebook la foto del suo occhio nero, spiegando di essere stato aggredito da un uomo sconosciuto con un accento dell’est Europa. A distanza di pochi giorni da quel momento, Marin è stato ospite di Barbara D’Urso a “Pomeriggio 5” per raccontare che cosa sarebbe avvenuto in quei drammatici momenti. Sdrammatizzando anche se ancora visibilmente scosso, Mauro ha spiegato che la polizia avrebbe individuato l’uomo che lo ha aggredito e che si sarebbe trattato di un regolamento di conti, come confermatogli dalla donna dalla cui abitazione Mauro stava uscendo nel momento in cui è stato picchiato:

Sono sotto shock, penso ancora che mia madre mi aveva messo in guarda dal rimanere per strada quel pomeriggio. Al telefono mi aveva chiesto di tornare a casa.

È un racconto confusionario quello di Marin che aggiunge:

 

Quel pomeriggio ero stato a casa di un’amica, ero a Montebelluna, nella zona in cui abita questa ragazza che conosco da anni per cui l’ho chiamata e lei mi ha invitato a casa. Sono stato da lei, la conosco dal 2007, è una ragazza romena. Mi ha chiesto di cenare da lei ma io le ho risposto che non potevo e che sarei tornato a casa. Quando sono uscito, mi sono ritrovato quest’uomo sul pianerottolo. Era un energumeno, sembrava cattivo, una cosa indicibile. Mi si è messo di fronte e gli ho detto: “Che cosa vuoi da me? Spostati o chiamo la polizia”. Mi ha risposto che degli agenti non gli interessava e mi ha dato un pugno violento sull’occhio. Ho visto tutto bianco, ero una maschera di sangue. Ripeto, era un bruto, pesava circa 100 kg.

Mauro racconta inoltre che, pur denunciandolo, teme di non ottenere nulla:

Sono andato in caserma ma so che se lo denunciassi, non otterrei nulla. Posso dire, però, che prima di dileguarsi, l’ho visto entrare nell’appartamento dal quale ero appena uscito. Si tratta del vicino di quella ragazza, abita nell’appartamento di sotto.

A quel punto la D’Urso lo ha fermato: non intendeva dargli modo di fare nomi o rendere riconoscibile l’uomo che Mauro accusa ma la notizia era ormai già stata data. Mauro chiude l’intervista dicendo: “La mia amica mi ha chiamato, mi ha detto che al loro paese i conti li regolano così”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy