Milan, Gianni Di Marzio: “Ho consigliato Taarabt al Milan”

Milan, Gianni Di Marzio: “Ho consigliato Taarabt al Milan”

Gianni Di Marzio, notissimo uomo mercato, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato a lungo di Adel Taarabt, fresco acquisto del Milan a gennaio. Di Marzio, consulente del Qpr, ha sponsorizzato l’acquisto del franco-marocchino da parte dei rossoneri, raccontando alcuni particolari: “All’epoca del QPR io l’ho…

Gianni Di Marzio, notissimo uomo mercato, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato a lungo di Adel Taarabt, fresco acquisto del Milan a gennaio.

Di Marzio, consulente del Qpr, ha sponsorizzato l’acquisto del franco-marocchino da parte dei rossoneri, raccontando alcuni particolari: “All’epoca del QPR io l’ho semplicemente sponsorizzato perché il primo a volerlo prendere dal Tottenham era Gianni Paladini (presidente del club di Loftus Road, ndr), un altro napoletano che lavora da tanti anni in Inghilterra. Per quanto riguarda il Milan, invece, nel momento in cui stava saltando lo scambio con Zaccardo, ho parlato con Galliani e gli ho consigliato di non abbandonare Taarabt e di portarlo a Milano. Devo essere stato convincente perchè ad un certo punto mi ha detto: “Va bene, lo prendo proprio perchè me lo dici tu…“.

Sulle qualità di Taarabt, Di Marzio non ha dubbi, come sul suo riscatto: “Il valore del giocatore è fuori discussione, ha il potenziale per diventare un grande calciatore. Ha tecnica, fisico e pure velocità. Inoltre sa calciare con entrambi i piedi. Ha mezzi fuori dal comune e margini di crescita tutti da scoprire.. 7 milioni di euro è come se venisse regalato…“. 

Taarabt persona? È davvero un bad-boy? “Tutte balle. Forse in un’occasione ha rinunciato alla convocazione in nazionale, ma per il resto nessun eccesso o colpo di testa. Taarabt è molto simpatico ma molto educato, del resto ha valori forti e solidi, che derivano dalle sue origini familiari. Ha bisogno di avvertire grande fiducia attorno a sé. Altrimenti rischia di deprimersi, come gli è accaduto al Fulham. Là veniva impiegato come prima punta, che non è il suo ruolo…“.

(fonte:ilveromilanista.it)

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