Milan, il giallo degli spettatori fantasma. Ecco cosa e’ successo

Milan, il giallo degli spettatori fantasma. Ecco cosa e’ successo

MILANO – Al Milan spunta un nuovo e clamoroso giallo: quello degli spettatori fantasma. Dati ufficiali alla mano sulle persone che sono realmente entrate a San Siro attraverso i tornelli nelle prime 13 partite casalinghe di campionato, sono infatti quasi 9mila a partita i tifosi che mancano all’appello, rispetto ai…

di redazionecittaceleste

MILANO – Al Milan spunta un nuovo e clamoroso giallo: quello degli spettatori fantasma. Dati ufficiali alla mano sulle persone che sono realmente entrate a San Siro attraverso i tornelli nelle prime 13 partite casalinghe di campionato, sono infatti quasi 9mila a partita i tifosi che mancano all’appello, rispetto ai bollettini trasmessi alla Lega di serie A.

Alla statistica mancano solo i numeri dell’ultima gara interna di domenica col Parma: proprio quella che ha avvalorato definitivamente il sospetto di uno stadio Meazza ormai semivuoto per irreversibile consuetudine, al di là dei soccorrevoli bollettini. Gli ingressi omaggio distribuiti a 4 mila bambini delle scuole calcio non sono bastati a mascherare l’evidenza. Anzi, in piena contestazione degli ultrà, i cori delle voci bianche della Nord hanno appunto indotto a notare il desolante colpo d’occhio. Che trova conferma nella verifica del numero di spettatori passati dai tornelli nelle precedenti 13 partite, con un arrotondamento di 250 persone, per difetto o per eccesso. La media è di 29.543 (contro i 38.841 dichiarati): togliendo il quasi pienone con la Juve, si abbasserebbe a 26.088. Ma appare notevole soprattutto la differenza tra la teorica somma di paganti e abbonati e la cifra dei presenti effettivi, che sono molti in meno: 8.883 di media a partita, con i picchi di Milan-Sampdoria (13.575), Milan-Torino (13.200), Milan-Bologna (11.567) e Milan-Atalanta (10.187).

 

Nel primo e nel secondo caso  –  dando per scontato che gli 8.203 e gli 11.710 paganti siano ovviamente entrati – ben oltre la metà degli abbonati registrati dal club (23.372 con la Samp, 23.490 col Torino) avrebbe dunque rinunciato a presentarsi allo stadio. Il fenomeno è curioso, in tempi di crisi, ma è innegabile: le assenze di chi ha pagato in anticipo il diritto a vedere il Milan dal vivo sono costanti e uniformi nelle varie date delle gare, spalmate dal sabato al lunedì, in orari sia serali sia pomeridiani. Non ne risente l’incasso: la quota abbonati resta di circa 550 mila euro a partita, per una spesa di 23 euro in media pro capite (sono perciò 206.885 gli euro spesi a vuoto). In compenso fa effetto la proiezione finale: se il trend resterà questo fino alla fine del campionato, il Milan avrà 168.777 spettatori fantasma, capaci di regalargli quasi 4 milioni di euro (3.930.815).

Mette invece malinconia il paragone col passato (i 70 mila abbonati superati negli anni Novanta) e con i club europei, con i quali il Milan dovrebbe in teoria rivaleggiare. La media del Dortmund è di oltre 80 mila spettatori. Sono lontani Bayern (71 mila), Real (74 mila), Barça (72 mila), United (75 mila) e Arsenal (60 mila), ma anche Ajax (51 mila), Psg (45 mila), Celtic (43mila), Rangers (42 mila), Shakhtar (41 mila) e perfino il Guanghzou di Lippi (45 mila) e i giapponesi dell’Urawa (43 mila). In Bundesliga il Milan sarebbe tredicesimo, con meno pubblico del Magonza. E in Premier League pure, rivaleggiando col Southampton. E’ difficile pensare che sia colpa dei tornelli.

repubblica

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