Milan, tutto nero? No: la nota liera si chiama Poli

Milan, tutto nero? No: la nota liera si chiama Poli

La fortuna di questo Milan in Champions League è stata, con tutta probabilità, la seconda fascia nei sorteggi della fase a gironi e l’inserimento nel suo raggruppamento di squadre come Ajax e Celtic. La squadra rossonera ieri sera ha confermato tutti i limiti che caratterizzano questo anno di transizione e…

La fortuna di questo Milan in Champions League è stata, con tutta probabilità, la seconda fascia nei sorteggi della fase a gironi e l’inserimento nel suo raggruppamento di squadre come Ajax e Celtic. La squadra rossonera ieri sera ha confermato tutti i limiti che caratterizzano questo anno di transizione e dimostrato di avere una rosa che non è all’altezza delle altre compagini che partecipano alla fase a eliminazione diretta della massima competizione europea.
Abbiati, Abate, Rami, Bonera, Emaneulson. Questa la difesa presentata da Seedorf al Calderon coperta da Nigel De Jong – non certo noto per le sue qualità in fase di impostazione – e un attempato Essien, protagonista (in negativo) dei primi due gol dell’Atletico. Sono questi nomi più di tanti tecnicismi che spiegano al meglio il flop rossonero nella serata di ieri contro un Atletico che, oltre a una compattezza e un’organizzazione di gioco che in questo momento al Milan sono doti ignote, ha messo in mostra individualità nettamente superiori.

 

 

Difficile vedendo i due reparti a copertura di Abbiati dare colpe a un Balotelli poco servito per quanto accaduto ieri sera. Il Milan al Calderon ha avuto solo due occasioni a disposizione con Ricardo Kakà che ha tramutato un colpo di testa in gol e un altro l’ha spedito sopra la traversa. Per il resto il vuoto totale contro un Atletico che, comunque, non s’è mostrato del tutto invulnerabile nelle rare circostanze in cui i rossoneri sono riusciti ad alzare il ritmo.
Unica nota di merito ad Andrea Poli. Il centrocampista trevigiano nel ruolo di trequartista è stato l’unico a rendere sopra la sufficienza e sta dando maggiore equilibrio a una squadra che non può permettersi tre trequartisti puri alle spalle del centravanti. (Milannews.it)

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