Northern lights all’irlandese

Northern lights all’irlandese

C’è tempo fino all’equinozio di marzo, che segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per raggiungere la selvaggia penisola di Inishowen, in Irlanda, dove ammirare una tra le più fantastiche aurore boreali di questo XXI secolo. Infatti, secondo gli astronomi, quest’anno, a causa di un picco delle eruzioni solari,…

C’è tempo fino all’equinozio di marzo, che segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per raggiungere la selvaggia penisola di Inishowen, in Irlanda, dove ammirare una tra le più fantastiche aurore boreali di questo XXI secolo.

Infatti, secondo gli astronomi, quest’anno, a causa di un picco delle eruzioni solari, ci sono le condizioni ideali  per godere appieno di questo spettacolo naturale, che non sarà così bello per almeno un decennio. E  Inishowen e le altre spiagge della contea Donegal sono tra i posti migliori dove, armati di macchina fotografica e thermos di caffè, attendere con pazienza le magiche luci notturne, che amano giocare a nascondino e richiedono cieli sereni per mostrarsi al meglio.

 Per ingannare l’attesa, di giorno, si può andare a “caccia” di mammiferi marini. Infatti la penisola di Inishowen, bagnata dal tempestoso Oceano Atlantico, è un vero e proprio paradiso naturale per i cetacei, dove è possibile osservare marsovini (detti anche focene), delfini a naso di bottiglia, delfini di Risso e balenottere minori antartiche. La zona è anche conosciuta con il nome di “shark country” vista l’abbondanza di squali, tra i quali il gigantesco, ma docile, squalo elefante che raggiunge i dieci metri di lunghezza. Non mancano neppure le temibili orche. Gli avvistamenti di tutti questi animali marini sono incredibilmente comuni e possibili  perfino dalla terraferma. Dalla spiaggia di Fort Dunree, ad esempio, in condizioni di mare è calmo è possibile vedere i delfini a meno di 200 metri di distanza. Anche Shroove, vicino a Inishowen Head, è luogo ideale per poter assistere, anche a occhio nudo, ai giochi dei delfini, in qualsiasi momento.

Malin Head, la punta più settentrionale d’Irlanda è invece il luogo migliore per gli avvistamenti dei delfini a naso di bottiglia o delle balenottere minori antartiche, così come Lough Swilly e la spiaggia sabbiosa di Culdaff.  Chi ha invece voglia di affrontare il mare può noleggiare una barca con guide esperte che conoscono i luoghi migliori, nei porti di Greencastle, Culdaff a Rathmullan. Inishowen si trova nella parte più settentrionale della Wild Atlantic Way, che si estende per 2500 km lungo la costa occidentale, da Donegal – a nord- fino a Cork – a sud- attraverso regioni come il Connemara, il Burren, la Baia di Galway e il Kerry, ed è il punto di partenza perfetto per la visita di questo interessante territorio.

Assolutamente da vedere la suggestiva fortificazione circolare conosciuta con il nome di Grianan of Aileach, risalente al 1700 a.C., dove si dice che San Patrizio convertì Prince Eoghan (Owen) al cristianesimo. Splendido il panorama dalla collina. A Culdaff, invece, si ammirano monumenti pagani e paleocristiani come il Bocan Stone Circle che si erge verso il Temple of Deen, una tomba risalente all’età della pietra.

Nei verdi campi si incontrano isolati dolmen; l’insolita Sweat House, una sauna progettata per curare la follia e i reumatismi ed ancora perfettamente intatta, e numerose rovine di chiese e monasteri. Ma l’Irlanda è anche terra di pub e musica. Tra i locali più interessanti il Farren’s Bar a Malin Head, il pub più a nord d’Irlanda situato a pochi passi dal promontorio e punto d’osservazione di uccelli marini e, se si è fortunati,  di qualche balena. Per una buona zuppa di pesce c’è invece il  Kealy’s Seafood di Greencastle. (Repubblica.it)

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