Paloschi: l’ora del ritorno

Paloschi: l’ora del ritorno

Sembra passata un’eternità da quando, il 10 febbraio del 2008, il neo-maggiorenne Alberto Paloschi segnò al debutto dopo appena diciotto secondi. Ora L’attaccante bresciano ha ventiquattro anni, centosedici presenze in Serie A e trenta reti: dieci delle quali, un terzo, siglate proprio in questa stagione (a cui vanno aggiunti due…

Sembra passata un’eternità da quando, il 10 febbraio del 2008, il neo-maggiorenne Alberto Paloschi segnò al debutto dopo appena diciotto secondi. Ora L’attaccante bresciano ha ventiquattro anni, centosedici presenze in Serie A e trenta reti: dieci delle quali, un terzo, siglate proprio in questa stagione (a cui vanno aggiunti due centri in Coppa Italia). Domani sera Paloschi ritroverà i rossoneri, guidando il reparto offensivo clivense alla ricerca di gol e punti salvezza: in carriera il giovane centravanti non ha mai segnato alla sua ex squadra.

L’ESPERIENZA – Il Milan, dalla sua, detiene ancora metà del cartellino del giocatore, segno di fiducia nonostante la lunga avventura in giro per l’Italia (Paloschi ha vestito anche le maglie di Parma e Genoa, prima di approdare in Veneto). In questi anni, con cadenza regolare, si sono intervallate le ipotesi e/o speranze per un ritorno alla base: nell’estate del 2011, rientrato dal Parma, Alberto ha svolto la preparazione a Milanello, per poi trasferirsi al Grifone complice la grande abbondanza qualitativa dell’attacco rossonero. Pur mostrando sempre le sue capacità in zona gol, quello che mancava era la continuità prestazionale e realizzative, caratteristica fondamentale per provare a ritagliarsi uno spazio in una grande squadra. L’atteso salto di qualità è arrivato proprio in questa stagione, insieme alla chiamata per il recente stage della Nazionale italiana.

IL RITORNO – Il momento del ritorno alla base è finalmente arrivato? L’attacco rossonero potrebbe modificare la sua conformazione, rendendo quindi plausibile un motivato inserimento dell’attaccante bresciano. Paloschi potrebbe rendere realizzabile il modulo a due punte, alternandosi senza problemi sia a Balotelli che Pazzini. Altro aspetto fondamentale è quello dello stipendio: il calciatore del Chievo avrebbe un ingaggio sostenibile e pienamente in linea con la nuova politica di contenimento dei costi. La piazza lo accoglierebbe con calore, permettendogli di crescere ulteriormente e, perché no, aiutarlo a diventare protagonista. (Milannews.it)

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