Partono le lettere a Coni, Federcalcio e Lazio…

Partono le lettere a Coni, Federcalcio e Lazio…

(Da sslaziofans.it) – Detto, fatto! Domani partiranno le lettere raccomandate indirizzate a Federcalcio, Coni e Consiglio di Gestione della Lazio, con le quali Federsupporter chiederà i motivi per cui, a distanza di quasi 50 giorni dalla sentenza di condanna da parte della Cassazione, Lotito ancora ricopra la carica di presidente…

(Da sslaziofans.it) – Detto, fatto! Domani partiranno le lettere raccomandate indirizzate a Federcalcio, Coni e Consiglio di Gestione della Lazio, con le quali Federsupporter chiederà i motivi per cui, a distanza di quasi 50 giorni dalla sentenza di condanna da parte della Cassazione, Lotito ancora ricopra la carica di presidente della Lazio e di membro del Consiglio Federale in palese violazione dell’articolo 22 bis (Disposizioni per l’onorabilità) delle NOIF, che nel testo modificato di cui alla Delibera del Consiglio Federale pubblicata con Comunicato Ufficiale n. 123/A del 7 marzo 2012, stabilisce, per quello che qui interessa, che non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione e, se già in carica decadono”, coloro i quali vengano condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti, tra gli altri di cui al “Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione finanziaria (D.L.vo 24 febbraio 1998, n.58)”-

E poiché Lotito è stato condannato con sentenza ormai passata in giudicato per uno dei delitti (violazione dell’obbligo di cessione di partecipazioni azionarie eccedenti il 30% del capitale sociale di una società quotata entro 12 mesi decorrenti dalla violazione dell’obbligo di promuovere una OPA totalitaria, art. 173 TUF), senza che tale delitto sia stato dichiarato estinto per prescrizione (la Cassazione ha rinviato il procedimento alla Corte d’Appello di Milano esclusivamente ai fini di determinazione dell’entità della pena conseguente alla condanna) dovrebbe essere dichiarata la decadenza di Lotito (dal 30 dicembre 2013) dalla carica di dirigente: nel caso specifico di Presidente del Consiglio di gestione della Lazio, nonché dalla carica di Consigliere della Lega Calcio di Serie A e dalle cariche federali.

A questo proposito, il comma 6 bis dell’art. 22 bis citato prevede che i dirigenti di società ove intervenga una situazione di incompatibilità di cui al 1° comma (come nel caso in esame una condanna passata in giudicato per uno dei reati di cui al TUF) sono tenuti a darne immediata comunicazione alla Lega”. Il successivo comma 7 prevede, In caso di omessa immediata comunicazione di cui al precedente comma  che i soggetti interessati incorrono nella decadenza dalla carica, ferma restando l’applicazione delle disposizioni del codice di giustizia sportiva”.

Chi, dunque, incorra in una delle cause di decadenza dalla carica di cui al comma 1 e non la comunichi immediatamente alla Lega competente (nella fattispecie alla Lega Calcio di Serie A) non solo incorre nella decadenza stessa, ma subisce anche l’applicazione di sanzioni disciplinari. Non solo. L’art.10, comma 5, delle NOIF, stabilisce  il divieto di ricoprire cariche federali elettive o di nomina per coloro i quali abbiano riportato una condanna definitiva per reati non colposi: come quello nel caso in esame, dichiarato “non estinto” nella sentenza della Cassazione.

Ne consegue, per tutte le ragioni sopra esposte, che Lotito dovrebbe essere dichiarato decaduto, non solo dalla carica di dirigente della Lazio e dalla carica di Consigliere della Lega Calcio di Serie A, ma anche dalla carica di Consigliere federale nominato dalla predetta Lega e, qualora non avesse già immediatamente comunicato a quest’ultima la sentenza della Cassazione che lo riguarda, depositata in Cancelleria il 30 dicembre scorso, sarebbe, altresì, passibile di sanzioni disciplinari.

Questo è un sunto della lettera che pubblicheremo integralmente nei prossimi giorni in cui si chiede conto a Coni, Federcalcio e Consiglio di Gestione della Lazio del perché del mancato rispetto del regolamento. Quella che riportiamo in seguito, invece, è la lettera che Federsupporter ha inviato al direttore de “La Gazzetta dello Sport”, Andrea Monti, per chiedere il perché del silenzio assoluto o quasi dell’informazione su questa vicenda. Perché sui giornali si invoca il “rispetto delle regole” (specie su “La Gazzetta dello Sport” che batte molto sulla questione morale), poi quando le regole vengono calpestate o aggirate da deroghe “ad personam”, scatta il silenzio. Come è successo anche con questa vicenda. Questo è il testo integrale della lettera, rimasta senza risposta.

Egregio Direttore,

nei giorni scorsi ho trasmesso al giornale da Lei diretto, nelle persone del dr. Galdi e del dr. Iaria, le note, scritte dal Consigliere, Responsabile dell’Area Giuridico – Legale dell’Associazione, Avv. Massimo Rossetti, di commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V, n. 51897 del 4 luglio 2013, resa pubblica mediante deposito in Cancelleria il 30 dicembre 2013.

Al di là dei contenuti e degli aspetti tecnico – giuridici, pur rilevanti, di cui alla predetta sentenza, mi sarei aspettato, così come mi aspetto, che il più importante, autorevole e letto quotidiano sportivo nazionale avesse dato e dia ampio risalto alla sentenza stessa. Che, infatti, un soggetto definito dalla Cassazione come autore di un “complesso disegno criminoso” possa continuare a ricoprire, come se nulla fosse, la carica di Presidente di una delle più importanti società di calcio di Serie A, quotata in Borsa nonché di Consigliere della FIGC, nominato dalla Lega Calcio di Serie A, a me sembra assolutamente sconcertante.

E, lo ribadisco, al di là di pur decisivi aspetti tecnico – giuridici, ma, più semplicemente, nel nome di quei doveri di lealtà, correttezza e probità che l’ordinamento sportivo prescrive e richiede a tutti i propri appartenenti.

Ho sempre creduto e credo ancora, nonostante tutto, che la stampa e, più in generale, i mass media siano e debbano essere i così detti “cani da guardia” dell’opinione pubblica, nel nome di quella libertà di stampa che, così come prevede e tutela la nostra Costituzione, è posta a fondamento e presidio della democrazia.

E’ mai possibile, allora, mi chiedo e chiedo, che si ritenga che l’unica cosa che interessi e possa interessare gli “sportivi” o, per usare un termine ormai usato prevalentemente con accezioni negative, i “tifosi” sia il “calciomercato”, le vicende personali di questo o di quel giocatore, i “gossip” che riguardano costoro ?

Come si fa, mi chiedo e chiedo, a pensare che il mondo del calcio possa essere riformato ed innovato sul serio, mettendo fine agli scandali che lo hanno e lo stanno ancora attraversando, togliendo ad esso sempre maggiori margini di credibilità, se, poi, si consente e si ammette che vicende e situazioni, come quelle di cui alla citata sentenza, vengano circondate dall’indifferenza e rimangano nel silenzio generale, segnatamente degli organi di informazione ?

Come si fa, mi chiedo e chiedo, ad invocare, sperando di essere credibili e creduti, come, da ultimo, ha invocato in sede parlamentare il Presidente della Juventus, il suddetto, profondo rinnovamento, attribuendo al mondo politico la responsabilità del fatto che esso non sia ancora intervenuto, se, poi, lo stesso mondo del calcio permette che, nel proprio ambito, possano impunemente permanere persone, con importanti poteri rappresentativi e decisionali, che hanno ordito e messo in atto “un complesso disegno criminoso” ?

Naturalmente, nell’augurarmi che il quotidiano da Lei diretto voglia, quanto prima, occuparsi adeguatamente della questione, resto a Sua disposizione, così come l’Avv. Rossetti, per eventuali, ulteriori chiarimenti e precisazioni e per la partecipazione a un dibattito che Lei volesse organizzare sul tema.

Nel ringraziarla per l’attenzione e con l’auspicio che un quotidiano come “La Gazzetta dello Sport” voglia esercitare quell’attività di giornalismo di inchiesta che sembra quasi dimenticata e negletta nel mondo dell’informazione, in generale, e, in particolare, in quello dell’informazione attinente allo sport, soprattutto, al calcio, Le porgo i miei migliori saluti.

Alfredo Parisi, presidente  Federsupporter

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