Pazza idea: e se Clarence volesse emulare il suo Milan del 2007?

Pazza idea: e se Clarence volesse emulare il suo Milan del 2007?

Il pericolo più grande, dopo la partita di mercoledì contro l’Atletico, era quello di un brusco calo, soprattutto a livello mentale. Il Milan che è sceso in campo contro la Sampdoria, nel pomeriggio di ieri, è sceso di nuovo sul rettangolo verde con lo spirito giusto nonostante ci fossero ben…

Il pericolo più grande, dopo la partita di mercoledì contro l’Atletico, era quello di un brusco calo, soprattutto a livello mentale. Il Milan che è sceso in campo contro la Sampdoria, nel pomeriggio di ieri, è sceso di nuovo sul rettangolo verde con lo spirito giusto nonostante ci fossero ben nove giocatori diversi rispetto alla sfida ai colchoneros. Un cambiamento radicale dettato anche dalle assenze forzate e dalla necessità di far tirare il fiato ad alcuni giocatori che, fino a questo momento, erano stati spremuti a puntino. Contro la Samp di Sinisa Mihajlovic, che non aveva ancora perso in casa, i ragazzi di Clarence Seedorf hanno disputato un’ottima partita, modificando leggermente la fase d’impostazione ma trovando, in ogni caso, valide soluzioni. Soprattutto sugli esterni dove Taarabt e Abate, in particolar modo nel primo tempo, hanno trovato tanto spazio e hanno potuto anche duettare in maniera efficace con Constant e Honda. La prova di Taarabt merita, ancora una volta, un focus particolare. E’ un giocatore portato ad essere un leader, capace di prendersi le responsabilità quando i compagni non sanno a chi mollare il pallone. Seedorf ha capito che uno così è fondamentale per il Milan della prossima stagione e i contatti con il QPR, di per se molto buoni, dovrebbero essere intrapresi nei prossimi giorni per trovare l’accordo sul riscatto. Adel ha gamba, fantasia, imprevedibilità e spirito di sacrificio, doti rare da trovare in un giocatore che fa dell’estro uno dei suoi punti di forza. Quando ci sarà il rientro a pieno regime di El Shaarawy ci sarà da divertirsi perché sugli esterni il Milan potrebbe avere una coppia, potenzialmente, devastante.

Chi si è preso, partita dopo partita, le luci della ribalta e la leadership della difesa è Adil Rami. Il colosso francese è diventato un punto fermo della formazione titolare di Seedorf e chiunque abbia giocato con lui in maniera seria e concentrata, ne ha tratto dei benefici. Persona umile e grande lavoratore, Rami sembra aver già capito cosa sia il Milan e quelli che sono i suoi veri valori. Pochi fronzoli sia in campo sia fuori, professionista esemplare e sempre pronto a stemperare l’aria con qualche battuta quando serve. Il suo secondo gol in maglia rossonera stabilisce anche una sorta di record visto che era da molto tempo che un difensore centrale del Milan non segnava più di un gol nello stesso campionato. Così come per Taarabt, anche lui, a mio avviso merita il riscatto. In totale le due operazioni costerebbero circa 12 milioni di euro, cifra importante ma che merita di essere spesa per la conferma dei due giocatori. Emanuelson, nelle prossime settimane, intavolerà il discorso del rinnovo mentre i rumors sull’eventuale partenza di de Jong verso il Tottenham non trovano riscontri. Entrambi gli olandesi sono dei punti fermi di Seedorf.

 

 

 

Proprio sull’allenatore vorrei porre l’attenzione. Clarance, nelle ultime due partite, ha iniziato a calarsi maggiormente nei panni di allenatore anche a livello di mimica. Non si limita più a qualche consiglio come nelle prime uscite ma segue tutto con maggior trasporto, gesticola e impartisce istruzioni con maggior costanza, dando così la sensazione di un maggior coinvolgimento, anche a livello fisico, all’interno del match. Dopo la partita con l’Atletico Madrid, il suo Milan è uscito paradossalmente più rafforzato e a Marassi si è visto. Ma c’è una sensazione che prende corpo più passano i giorni: non è che Seedorf, senza dichiararlo, punta a fare più strada possibile in Champions. Nel 2007, il suo Milan si concentrò proprio sulla manifestazione europea con il famoso patto di Malta mentre in campionato i risultati erano si positivi ma non tali da poter portare la squadra di Ancelotti a lottare per il titolo. Ma in Champions le cose cambiavano. A me, personalmente, nessuno mi toglie dalla testa che Seedorf stia preparando al meglio, e con qualche sorpresa anche clamorosa, il ritorno del Vicente Calderon in una maniera tale da poter provare il clamoroso ribaltamento di fronte. (Milannews.it)

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