Possiamo far riaprire la “MAESTRELLI”! Ecco come…

Possiamo far riaprire la “MAESTRELLI”! Ecco come…

(Da sslaziofans.it) – “La Curva Nord è ESAURITA, come lo sono anche i Distinti Nord e la vendita della Tevere sta procedendo spedita come mai in questa stagione. La Curva Maestrelli? Tecnicamente non siamo autorizzati a dare il via alla vendita fino a quando non saranno esauriti i biglietti del…

(Da sslaziofans.it) – “La Curva Nord è ESAURITA, come lo sono anche i Distinti Nord e la vendita della Tevere sta procedendo spedita come mai in questa stagione. La Curva Maestrelli? Tecnicamente non siamo autorizzati a dare il via alla vendita fino a quando non saranno esauriti i biglietti del Distinto Sud-Est. Come finiscono quelli…”.

Quindi, SI PUO’ FARE! E siete voi a decidere se la Curva Maestrelli riaprirà o se resterà desolatamente vuota. Spetta a voi vincere quest’altra battaglia, perché la prima, quella di far esporre il cartello TUTTO ESAURITO nel settore Nord dello stadio a sette giorni dalla partita è stato già raggiunto. Alla faccia degli scettici, di chi sparge pessimismo a piene mani, di chi fa finta di non vedere e capire che cosa sta succedendo e dei tanti che remano contro. L’Olimpico si sta riempiendo come non succedeva da anni e siamo a meno di 3000 biglietti dal traguardo di far riaprire la Curva Maestrelli, per presentare a tutto il mondo uno spettacolo senza precedenti: uno stadio stracolmo di gente che torna, solo per una sera, per dimostrare che c’è, che è andata via o che si è allontanata solo perché non si sente più rappresentata da chi guida questa società e da quel manipolo di lacché da quattro soldi che in questi anni non hanno mai preso una posizione o che hanno addirittura remato in favore di chi sta sul trono.

 

 

La gente si è svegliata e, a dimostrazione della forza della “rete”, lo ha fatto senza il supporto della comunicazione ufficiale, senza l’aiuto di giornali, televisioni e radio che fino ad oggi hanno ignorato un fenomeno che non ha precedenti, una mobilitazione che in casa Lazio non si vedeva dall’anno dei 42.000 abbonati, della marcia dei 30.000 che sfilarono per le vie di Roma, dallo Stadio Olimpico a piazza della Libertà, dimostrando che c’era un popolo a supporto della Lazio. Il popolo, spaccato in mille fazioni, si è allontanato in silenzio, quello “zoccolo duro” dei 40.000 che c’erano sempre e comunque, in qualsiasi serie giocasse la Lazio e contro qualsiasi avversario, sono diventati in 10 anni 20.000, a volte anche meno. Ora, hanno deciso di tornare tutti per dimostrare che loro ancora ci sono e rappresentano la “maggioranza”, altro che “sparuta minoranza” di cui blatera ancora qualcuno. Hanno deciso di tornare perché sono stanchi di questo presente e vogliono un futuro diverso. E non si parla di campioni, di lottare per lo scudetto o altro, ma di avere a che fare con una SOCIETA’ NORMALE. Non con un “padrone” che nel tentativo di mettere i bastoni tra le ruote a chi vuole protestare civilmente riempiendo uno stadio, alza i prezzi del 20% in Tevere, del 33% in Monte Mario e del 25% in Tribuna d’Onore per un Lazio-Sassuolo che in condizioni normali avrebbe avuto come cornice al massimo 20.000 spettatori, neanche tutti gli abbonati. Non più un “padrone” che cerca addirittura di “lucrare” sulla protesta, incapace di ascoltare e di parlare con la gente, a meno che la gente non sia disposta ad accettare in tutto e per tutto il suo pensiero, a sorbirsi in silenzio o ad applaudire i suoi comizi. Come è successo la sera di qualche mese fa a piazza San Silvestro. Io non c’ero quella sera, per scelta e per coerenza. Tanti che quella sera c’erano, oggi hanno aperto finalmente gli occhi e forse hanno iniziato a comprendere i motivi della protesta silenziosa di chi in questi anni ha abbandonato lo stadio, di chi ha abbandonato Lotito ma non la Lazio. Perché al primo richiamo forte, fatto da tutti, quel popolo “sparito” è riapparso in massa gridando ancora una volta: PRESENTE!

Professionisti e gente normale che mi hanno tempestato di telefonate e di messaggi in questi giorni per dare una mano, per raccogliere soldi per comprare i biglietti a laziali (e sono tanti) che questo momento sono in difficoltà e non si possono permettere neanche di spendere 16 euro per una Curva o un Distinto. Domani li andiamo a comprare questi biglietti, donati da laziali che hanno scelto di restare anonimi ma che vogliono vedere l’Olimpico pieno domenica sera, come ai bei tempi. Come quella sera di Lazio-Porto semifinale di Coppa Uefa in cui contava solo esserci, perché la finale era già sfumata. Come nel giorno in cui la banda-Mancini conquistò l’accesso in Champions League nonostante la vendita di Nesta e Crespo. Come quando nell’estate del 2003 ci presentammo in più di 60.000 a versare 120 milioni di euro in due settimane per un aumento di capitale necessario per la salvezza della Lazio per poi stabilire il record di tutti i tempi di abbonamenti, con oltre 41.000 tesserati e 54.000 presenze di media a stagione. Questa è l’eredità che ha ricevuto Lotito prendendo la Lazio. Non solo 500 milioni di euro di debiti (degli oltre 100 milioni di euro crediti, nessuno ha mai parlato però…), ma un patrimonio di entusiasmo che LUI ha dilapidato. Perché quei 50.000 e passa non sono morti, non hanno rinnegato la fede, si sono solo allontanati a causa sua. E domenica torneranno, riempiendo l’Olimpico e facendo riaprire la Curva Maestrelli.

Perché è il popolo che decide, senza bisogno di aiuti esterni. Lo abbiamo dimostrato, lo stiamo dimostrando in questi giorni. E chi ancora non si è mosso, alzi il CULO dalla sedia o dalla poltrona su cui sta seduto e vada a mettersi in fila per comprare un biglietto, portandosi dietro un amico, un parente, una compagna o un compagno. Avete un’occasione storica, unica ed irripetibile di dar voce al vostro malcontento, spostando la protesta da Internet e dai social network allo stadio, davanti alle telecamere di SKY e di tutte le televisioni collegate. E da quel momento in poi, nessuno potrà far finta di niente, nessuno potrà più dire di non sapere o di non capire che costa sta succedendo nel mondo-Lazio. Perché Lazio-Sassuolo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. AVANTI LAZIO, AVANTI LAZIALI!!!

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