Prandelli: «Balotelli? Nessuno ha posto fisso»

Prandelli: «Balotelli? Nessuno ha posto fisso»

TORINO – Le porte della nazionale per Antonio Cassano non sono mai “state chiuse, ma non sono neanche troppo aperte”. Lo dice Cesare Prandelli, al termine dei tre giorni di stage per 30 giovani azzurri. Il ct, in un’intervista esclusiva a RaiSport1 che andrà in onda stasera su ‘zona 11…

TORINO – Le porte della nazionale per Antonio Cassano non sono mai “state chiuse, ma non sono neanche troppo aperte”. Lo dice Cesare Prandelli, al termine dei tre giorni di stage per 30 giovani azzurri. Il ct, in un’intervista esclusiva a RaiSport1 che andrà in onda stasera su ‘zona 11 post meridiem’, ha anche lanciato un messaggio a Balotelli, dopo la brutta prova di Madrid. “Io dei 23 per il Mondiale non ho ancora deciso nulla, l’unico titolare è Buffon. Tutti gli altri sono sotto osservazione, Balotelli compreso“.

 

L’ANALISI – Prandelli in sostanza non ha voluto fornire a Balotelli l’alibi della prestazione generale. “La squadra non c’entra…e comunque non c’è preoccupazione, ma c’è l’esigenza di stimolare ancora di più questi giocatori“. Ampliando l’orizzonte, il ct azzurro ha ribadito che “purtroppo alcuni nostri giovani si sono persi”, ma su Cassano è stato chiaro: “Non c’è mai stata chiusura,ma non c’è nemmeno una grande apertura. Per me Buffon è l’unico titolare per tutto il resto devo valutare la condizione fisica e lo stato mentale. Sappiamo – ha aggiunto – che Antonio è un grande talento che fa giocare bene le squadre, ma sappiamo anche che è un giocatore che devi mettere in un contesto organizzato, non devi dare solo a lui la responsabilità. Discorso che riguarda anche Balotelli… Balotelli deve rimanere in un contesto di squadra, in un’idea di gioco e poi loro possono farti fare il salto di qualità“. Soddisfazione per lo stage di Roma. “Un bilancio molto positivo, i ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo, attorno a loro un buon clima. Tutti dobbiamo pensare che questi saranno i giocatori della nazionale del futuro. Non vedo lo stage come un contentino – ha concluso Prandelli – sappiamo che i calendari sono fitti e che i club hanno tanti impegni. Dovremmo dare una continuità a questo stage per farli crescere, sia da un punto di vista tecnico che mentale,per capire anche se riescono a sopportare il grande stress“.(TuttoSport)

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