Roma, gli abitanti del Salario denunciano: “I rom bruciano tutto, aria irrespirabile”

Roma, gli abitanti del Salario denunciano: “I rom bruciano tutto, aria irrespirabile”

Iniziano nel tardo pomeriggio e vanno avanti per ore. Ma non disdegnano neppure i momenti che precedono l’alba, quando il freddo è ancora pungente. Bruciano qualsiasi cosa, sfruttando un vasto campionario: dalle guaine di filo elettrico ai cartelloni stradali, dalla plastica fino ai copertoni, ogni oggetto è utile. La Capitale,…

Iniziano nel tardo pomeriggio e vanno avanti per ore. Ma non disdegnano neppure i momenti che precedono l’alba, quando il freddo è ancora pungente. Bruciano qualsiasi cosa, sfruttando un vasto campionario: dalle guaine di filo elettrico ai cartelloni stradali, dalla plastica fino ai copertoni, ogni oggetto è utile. 
La Capitale, come arriva l’inverno, diventa la “Terra dei fuochi”. In ogni accampamento abusivo, la prassi è consolidata.
C’è chi lo fa per scaldarsi, chi per cucinare o per ricavare il rame da rivendere sul mercato nero. A Roma nord, poi, la situazione è al limite del collasso. Nel parco delle Valli, tra via Conca d’Oro e Val d’Ala, dove da qualche tempo risiedono beatamente sempre più baraccopoli, i fumi tossici invadono gli appartamenti circostanti provocando disagi respiratori, gole irritate e una forte preoccupazione per la salute. Il comitato di quartiere è sul piede di guerra e le segnalazioni alle forze dell’ordine fioccano come neve.
«La notte – racconta Romina Massetti, abitante a via Valsavaranche – è diventata un incubo. Le nostre finestre sono invase da una fitta coltre di foschia inquinata». «Non si può continuare – spiega Alessio De Rossi, dell’associazione Amici di Montesacro – viviamo in mezzo alle esalazioni di policarburi aromatici e diossine». Veleni che possono provocare tumori e malattie alle vie respiratorie. La rabbia monta, come racconta Romano G.: «I Rom ci stanno avvelenando lentamente».
Non se la passano bene neppure a Settebagni, sulla Salaria, dove odori nauseabondi saturano l’aria. «Non capisco – dice Paolo Russo – perché la Asl non ci lascia al nostro triste destino». Camminando per la consolare, poi, si arriva a Monterotondo. Pure lì, il contesto è esplosivo. Tra via Carso e via Allia, nonostante denunce ed esposti, i residenti vivono angosciati. In un grande capannone, dalle 17, comincia il valzer di fumo e miasmi. «È pieno di nomadi – racconta Stefano Torri – e fanno il comodo loro». «Ci sono decine di segnalazioni ai carabinieri – rivela Rosalba E. – ma nessun risultato. Intervengono ma hanno le mani legate».
Difficoltà che, a quanto pare, si scontrano con l’Ue. Ieri, infatti, Nils Muiznieks, commissario per i diritti umani, ha chiesto al Campidoglio lo stop degli sgomberi forzati e i campi nomadi improvvisati. Per Rom e Sinti si devono trovare soluzioni abitative ordinarie: ma dal fronte politico la sola avvisaglia di casa ai nomadi ha già scatenato un vespaio. (Leggo.it)

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